TERRIBILI DUE

TERRIBILI DUEIl babbo lo chiamano babbo anche per un altro motivo, oltre a quello legato alla paternità. Il fatto è che essere genitori maschi fa credere ingenuamente che le cose vadano in un certo modo, secondo logiche, tempi e rapporti di causa-effetto ben precisi, come ai maschi viene inculcato dalla notte dei tempi.

Invece non è così. Il caos regna.

Prendi i terribili due, ad esempio. Sarebbe quella fase nella vita di un bambino in cui il suddetto si trasforma da creatura tutta sorrisi e coccole nell’Anticristo. A rigor di logica, il genitore maschio se la aspetta al compimento dei due anni, come da programma. Ma non è così. Questa fase arriva quando meno te lo aspetti, anche ben prima dei 24 mesi di vita, ed è preannunciata da una serie di feralissimi sintomi.

Per esempio, ci si accorge ben presto che la Creatura non ha proprio il concetto del “sì”: conosce solo il “no”, possibilmente declinato in forme urlate e ripetute. Spesso il “no” è accompagnato da inequivocabili gesti della testa e delle mani (voltarsi dall’altra parte e tirare manate per allontanare l’oggetto indesiderato, di solito un genitore, del cibo o simili). Quei gesti che – se li facesse una persona anche solo un po’ più adulta – vi spingerebbero a riempire di mazzate la persona che li compie. Ma siccome a compierli è il terribile Anticristo duenne, cercate di controllarvi almeno un poco. Il “sì”, per contro, non è compreso nel vocabolario: non è dato sapere quando vi entrerà.

(altro…)

Approfondisci

LA SIGNORA DEL SECONDO PIANO

LA SIGNORA DEL SECONDO PIANOLa signora del secondo piano
con dolcezza ipocrita
molto sabauda
si sporge dal poggiolo
sotto la luna méliès
per verificare
se qualcuno ha steso i panni
senza prima
adeguatamente
centrifugarli.

Le risponde
il brusio del quartiere
e l’aroma
inebriante
di discarica e piscio
di cane.

La signora del secondo piano
dice frasi come
una volta
questo stabile era ben più signorile
o
non trova anche lei
che sovente l’ascensore sia bloccato
al settimo per ore?

(altro…)

Approfondisci

ME WANT COOKIE

ME WANT COOKIE[Perdonate il gioco col Cookie Monster, ma a me ogni volta che si parla di Cookie Law viene in mente lui. Quindi in queste settimane mi viene in mente almeno 20 volte al giorno].

Premessa dovuta: non sono un giurista. Nemmeno un informatico, anche se in linea generale vi so dire cos’è un cookie. Vi passo soltanto il punto di vista di uno che lavora nella comunicazione on line da 20 anni. Anni in cui sono cambiate moltissime cose, basta dire che nel 1995 non c’erano i telefoni cellulari (o almeno se ne vedevano pochi), c’erano i modem a 9.600, non c’erano i video, non c’erano i social e… Beh, i cookie non lo so se non c’erano. Comunque non costituivano un problema. Ma perché il pippone su quanto era pionieristico l’Internet del 1995? Niente, tanto perché possiate inquadrarmi come vecchio web designer brontolone. In realtà anche perché a mio avviso questa Cookie Law ci riporta al passato. E io sono tanto più basito in quanto si tratta di una legge che recepisce una normativa europea, mica la solita legge pizza e fichi.

Come la maggior parte di quelli che fanno cose sul web in Italia, sono arrivato al 2 giugno senza pensare troppo alla mannaia della legge (e delle supersanzioni) che la deadline prevedeva. Intanto leggevo articoli e basivo. Intanto visitavo siti che presentavano nuovi e alienanti banner sui cookie e basivo. Proprio in questi giorni leggo diversi aspetti di un dibattito sulla normativa e basisco sempre di più.

Vediamo perché: da un lato è cosa veramente buona e giusta che si crei una diffusa “cultura del cookie”: gli utenti web comuni magari non sanno cosa sono, e rientra nel quadro di un uso consapevole degli strumenti sapere di cosa si tratta, come disattivarli, come cancellarli, come funzionano e perché in alcuni casi ce n’è bisogno per navigare su un sito. Tutto ciò è lodevole, anche se non so quanti si prenderanno veramente la briga di leggere le cosiddette Cookie Policy (la mia è qua, raggiungibile dal footer, e vi assicuro che è ancora breve e sintetica).

(altro…)

Approfondisci