ANCORA UN’ESTATE PER CATHERINE BREILLAT

Catherine Breillat è nota per essere una maestra del dramma erotico, e L’étè dernier non fa eccezione. È la storia di Anne (Léa Drucker), avvocata e madre altoborghese di mezza età, nella cui casa piomba Théo (Samuel Kircher, da tenere d’occhio come il fratello Paul, entrambi figli di Irène Jacob, per dire).

Théo è il figlio di primo letto del marito Pierre (Olivier Rabourdin) ed è un adolescente problematico, magnetico, gentile con le bambine di Anne ma scontroso ai limiti dell’inciviltà con il padre e con Anne. Ma è anche molto sexy. Talmente sexy che… avete capito: la storia bruciante tra figliastro e matrigna è dietro l’angolo.

All’inizio sembra una roba folle, ma funzionale ad entrambi. Anne ha bisogno di ritornare “giovane e spensierata”, Théo però purtroppo si innamora come solo un adolescente sa fare. E poco a poco, la storia viene fuori nei contesti meno opportuni.

Il film è un remake a dire il vero abbastanza edulcorato di un film danese di qualche anno fa. La differenza maggiore è nel personaggio di Anne, che Breillat non giudica mai, osserva soltanto, e non riesce a darle quella cattiveria e quella spietatezza che la protagonista del film danese ha. 

Perché in L’étè dernier non c’è solo la storia di sesso e il thriller hitchcockiano (anzi, chabroliano), ma c’è una sottile riflessione sul potere e sulle relazioni sbilanciate. In questo caso Anne avrebbe, teoricamente, il coltello dalla parte del manico. Finale un po’ spiazzante, ma ci sta. Su Mubi.

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