LA RESISTENZA DI BUTCH (PT. 6)

Sono fiero di annunciare al mondo che, da luglio ad oggi, ho perso 15 Kg. Il che mi pare un notevole risultato. Forse ne perderò un altro paio entro la settimana, con il mantenimento (che è in pratica una "decompressione" che l’organismo deve fare – senza agopuntura – prima di tornare a poter mangiare un po’ di pane o di focaccia)… Non sono mai stato così felice di avere dei pantaloni che mi cadono in continuazione, e di dover fare un paio di buchi in più alla cinghia! Riesco a salire le scale senza diventare viola… probabilmente se provassi potrei anche andare in bicicletta o a correre. In ogni caso, per chi si chiedesse come è andata a finire tra Butch e Polly, riporto le ultime notizie dalla T.A.Z. sotto l’ombelico
– Butch?…
– Sì, Polly… sono qui.
– E’ buio, Butch… non ti vedo
– Lo so. Manca l’energia. non ci sono abbastanza grassi saturi.
– Butch… ho freddo…
– Stammi vicina. Vedrai, andrà tutto bene.
– Sei sicuro che non sia rimasto più nessuno?
– Ho provato a lanciare impulsi in tutta la zona addominale, anche sui fianchi, ma non risponde nessuno. No, Polly… penso che siamo gli ultimi due.
– Almeno l’assedio è finito. L’ultimo attacco è stato… tutte le particelle… e mio padre
– Non devi più pensarci, Polly. E’ tutto finito.
– Ma come puoi dirlo con certezza? Come sai che domani non arriverà un altro ago, proprio qui?… E forse… non sarebbe nemmeno così tragica. Che senso ha stare qui noi due, soli…
– Polly, il comandante… tuo padre… mi ha chiesto di prenderti con me e di venire fino a qui. Il posto è relativamente sicuro… Anche durante l’ultima guerra non c’era mai una elettrostimolazione diretta sotto l’ombelico.
– Lo so, ma… che senso ha?
– Forse… forse dovremmo ripopolare la zona
– Vuoi dire… io e te?
– Sì… io e te
[la musica organica sale di volume mentre Butch e Polly mescolano le membrane ed intrecciano i loro DNA]
– Oh, Butch…
– Oh… Polly…
– Oh, Butch…!
– Oh, Polly…
– Ohhhh… BUTCH!
– Oh?!? POLLY?!? Ma tu…
– Cosa?…
– Tu hai un CROMOSOMA Y!
– Beh, cosa vuoi che sia, una piccola differenza cromosomica…
– Aaargghhh!… Stavo per andare in osmosi con un maschio…!!!
– Butch…? Butch…? Non possiamo ripopolare la zona lo stesso?… Butch!…
[the end]

LA RESISTENZA DI BUTCH (PT. 5)

Oggi la dottoressa mi ha accolto dicendomi "Ma sei sempre più magro"! Amo questa donna. In effetti anche le donne amazzoni (le frequentatrici del gabinetto di agopuntura) oggi si sono dimostrate molto complimentose… Quella con le tette enormi e i bottoni della camicetta che sembrano sempre sul punto di scoppiare mi ha detto "Sei proprio diventato figo"! Quella con i pantaloni a vita bassa e due bei palmi di natiche in vista mi ha detto "Rispetto a quest’estate non ti riconoscevo"!… Io automaticamente ho pensato "mi si vogliono fare". Ma in realtà non è così, è solo la deformazione professionale di noi uomini, che abbiamo il cervello in collegamento diretto coi genitali. E comunque io non mi accorgerei assolutamente di essere dimagrito, se non fosse per la cinghia che vado stringendo. Oggi riflettevo su queste donne esuberanti che mi circondano. Esuberanti, cioè "ex-ubere", fuori dalla mammella. E’ proprio il caso di dirlo. L’equivalenza secondo me è: tette grosse = maggiore socievolezza e propensione ai rapporti interpersonali. Tette piccole = carattere chiuso e poco propenso agli scambi. Di certo non mi aiutano le riviste femminili che si trovano dalla dottoressa. Prendiamo per esempio l’ultimo numero di Anna. C’è un intero servizio sul BDSM e sulla gioia di essere sculacciate. Ti spiegano come lavare meglio le tute di latex per non rovinarle e che tipo di fazzoletti mettere ad una festa sadomaso per indicare che ti piace dominare o essere dominata. Brrr. Ripiego su GQ e ci trovi "tutte le posizioni dell’estate", illustrate dalle "ragazze GQ del mese". Insomma, oggi mi sentivo come il dottor Antonio di Fellini, ossessionato dall’Anitona e dal terribile ritornello "Bevete più latte… il latte fa bene…"! Poi gli aghi hanno fatto il loro dovere, e sono scivolato dalla veglia al sonno coccolato dalle vibrazioni…
Mayday! Mayday! I recettori si stanno disperdendo!
– Non mollare Carson, dal sistema centrale arriva notizia di un grande dolore!
– Capitano… se ne infilano un altro siamo fottuti! Non lascerò che muoiano tutti per mantenere la posizione!
– Maledizione Carson… Hai ragione… Ripiegate sotto l’ombelico!
– Aaaaaggghh!
– Carson… Carson, che succede?
– Le vibrazioni, signore… stanno eccitando tutti i recettori. Le vie sono bloccate!
– Cristo! Andate via ho detto! Prendi Polly con te e riparate sotto l’ombelico! Le onde sono meno forti in quella zona!
– Ma quando ci reincontreremo? Se lei rimane sulla fascia laterale le sarà difficile tornare al centro!
– Non ti preoccupare, Butch… è tutto a posto
– Cosa…? Cosa vuole dire? Hanno messo gli aghi anche lì? Risponda!
– Era inevitabile, Butch… Dovresti saperlo che non hanno nessuna pietà.
– No!!! Aggiri il campo! Si porti sull’altra fascia!
Non c’è più tempo… sono già qui fuori. Butch… Salvatevi. Almeno voi due, ricominciate nel basso ventre.
– Comandante…! Comandante Mitchell!!!
– Io… [zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz]
– No… Bob! Raduna i superstiti! Ripieghiamo il prima possibile a sud! E trovami subito Polly!
[to be continued]

LA RESISTENZA DI BUTCH (PT. 4)

All’interno del gabinetto di agopuntura della dottoressa, quest’inverno, ci sono molte più giovani donne di quante non ce ne fossero a luglio… D’estate, chissà perché, le signore più mature erano in maggioranza. Ma ora… Le ragazze in sovrappeso sono uno spettacolo. Capiamoci, io non prendo per il culo… a me piacciono davvero! Le vedi arrivare in un tripudio di tette tenute a malapena dai bottoni delle camicette, tette che tentano in ogni modo di uscire. Culi rotondi che tendono la stoffa dei jeans, centimetri di pelle che si espongono quando si chinano (e che loro tentano disperatamente di nascondere)… No! La donna in sovrappeso è l’esplosione della vita! Certo, penso mentre guardo Barbara, Emilia, Viviana e le altre venti-trentenni accanto a me, siamo tutti qui per perdere peso. Però è innegabile che l’equazione tipica che scatta nella mente è che una donna cui piace mangiare sia una donna cui piace godersi la vita anche… in altri modi! La donna in carne non riesci ad abbracciarla tutta, e questo è bellissimo e poetico. Perché non puoi comprendere la donna in carne. Mentre puoi comprendere se vuoi, la donna magra. Inoltre, la donna magra la sottometti quando vuoi, mentre quella sovrappeso è capacissima di darti un sacco di legnate! Ah, che poesia il frusciare dei tessuti sulle loro cosce tornite ed imponenti come le colonne di un tempio minoico! Loro non lo sanno, ma io vorrei toccarle tutte, per dir loro "Siete qui, siete reali, cogliete l’attimo, godiamoci la vita e trasformiamo lo studio della dottoressa in un lupanare"… Ma ben presto abbiamo tutti gli aghi nelle orecchie, e le vibrazioni si impadroniscono del nostro essere…
"Carson, mi ricevi?"
"Forte e chiaro…"
"Sei sotto il plesso?"
"Sì! ho con me il gruppo Omega. I gruppi Psi e Chi si stanno muovendo dalle fasce laterali."
"Ottimo. Vi state già disponendo?"
"Affermativo. Le vibrazioni si stanno diffondendo in tutto l’addome, non c’è tempo da perdere"
"Se penso che in quelle zone potrebbe esserci ancora qualcuno…"
"Non c’è più nessuno, signore. Glielo posso assicurare, siamo gli ultimi."
"Polly è lì con te, vero?"
"Io…"
"Non c’è bisogno di mentirmi, Butch. Lo sospettavo fin dal momento in cui sei arrivato. Polly è sempre stata una testa calda…"
"Ho provato a imbarcarmi senza di lei, ma si era nascosta sotto un recettore…"
"Non ti devi giustificare. Abbi cura di lei… finché puoi."
"Signore, lei sa che le probabilità di riuscita sono…"
"No, Butch. Non c’è bisogno di parlare. Và. Resisti, e cerca di opporti alla perforazione dei tessuti. Siete la nostra ultima speranza."
"Se dovessimo fallire…"
"Continueremo finché avremo uomini."
"Volevo solo dirle… Lei è stato come un padre per me, signor Mitchell."
"Lo so. E tu come un figlio per me. Ed è triste pensare di dover seppellire i propri figli. Non è una cosa naturale."
"Signor Mitchell…"
"Basta così. Che l’operazione abbia inizio."
[to be continued]