DOWN ON CYPRUS AVENUE…

Ci sono dei momenti in cui non c’è nulla da fare: senti l’esigenza di dedicare un po’ di tempo a te stesso. Per me questi momenti si risolvono in genere in un bagno bollente attrezzato con palle aromaterapiche a base di bicarbonato e candele disseminate intorno alla vasca. Di fondamentale importanza è l’avere almeno 45-60 minuti a disposizione per stare a mollo. Condizione opportuna, anche se non necessaria, l’assenza di persone in casa e il silenzio generale. Può entrare in bagno soltanto la gatta, che al limite fa le fusa e gioca con la schiuma. Una volta a mollo diventa imperativo diffondere una musica che metta dell’umore giusto. Io di solito uso Satie, a volte mi spingo su Mingus, Parker o Coltrane (ma devo ammettere che il jazz non è sempre così rilassante, a quel punto sarebbe meglio la bossa nova o una qualsiasi compilation stile Café del Mar). Ieri ho ascoltato Van Morrison. Ammetto che ho dormito in vasca da bagno, il che è anche pericoloso. Ma nel dormiveglia cosa ti può cullare di più di Astral Weeks o Moondance? Il soul appena appena ad alta voce di Morrison, le piccole incursioni jazzate, i fraseggi musicali da proletario raffinato del rock… un ossimoro che difficilmente si trova in altri autori. Potevo anche ascoltare Elvis Costello o Leonard Cohen, ma no. Uno è troppo intellettuale per la vasca da bagno e l’altro potrebbe far venire strane idee contemplanti un rasoio e l’acqua calda. Dopo un’oretta di sognante galleggiamento, da Van Morrison sono passato agli WhoWho’s Next è da sempre in cima alla mia classifica dei migliori dischi di ogni tempo. Alla partenza squillante di Baba O’Riley risorgo dalle acque, mi sciaquo con doccia bollente a getto mirato con Behind Blue Eyes e quando arriva il momento di Won’t Get Fooled Again ho già alzato il volume a palla, ed è tornato il momento di agire nel mondo.

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