HAIKU #013

Pioggia sottile
scioglie il guano
sul mio parabrezza

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LO SPAM SIAMO NOI

Lo spam è ovunque, lo spam siamo noi. Poco al di là della fragile superficie in vetro smerigliato dei nostri filtri antispam, i messaggi indesiderati ci osservano e protendono i loro viscidi bit verso di noi, tentando di convincerci a donare soldi per piccole imprese in Botswana, di ingrandire i nostri attributi maschili (mai quelli femminili, NB), di salvare infanti affetti da innominabili malattie. Però una cosa viscida come Tagged non l’avevo ancora vista. Tagged è pessimo, come stanno scrivendo molti blogger di mia conoscenza. Ti arriva un invito via mail da una persona nota e assolutamente insospettabile (nel mio caso, Daniela). Casomai anche più di un invito, con la subdolissima frase "Se non rispondi XYZ potrebbe pensare che ce l’hai con lui/lei". Distrattamente tu clicchi e ti registri, conscio del fatto che il web 2.0 è ormai un calderone di pochi best seller e miliardi di servizi trash (la "coda lunga") di cui non te ne può fregare di meno. Ma tant’è, è gratis e bastano due click. E poi che diavolo, Daniela è una persona serissima ed esperta del settore, se ha aderito lei…! Ti insospettisci per quella serie di domande pressoché infinita ("Vuoi ricevere aggiornamenti sul settore immobiliare in Lussemburgo?", "Vuoi essere coinvolto nei forum di caccia alla volpe del Nottinghamshire?", "Vuoi ricevere gratuitamente in prova uno stimolatore di onde binaurali?") e poi ci sei. Tagged ti ciuccia tutta la rubrica di Gmail e se non sei più che accorto, spara a tutti i tuoi contatti una mail analoga a quella che hai ricevuto tu. Quasi contestualmente arrivano i primi messaggi di pseudobaccaglio da parte di improbabili ventenni disinibite e vogliose. Perciò, questo post deve funzionare anche un po’ da lettera di scuse per chi si è trovato coinvolto. Odio gli spammer e odio essere stato uno di loro inconsapevolmente. Da Tagged ovviamente mi sono subito disiscritto. Fatelo anche voi.

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IL COMITATO DI ACCOGLIENZA DELLA SFIGA

Ehilà! Siete sempre lì? Io sono tornato, e posso dire con tutta onestà che questa è veramente la stagione migliore per visitare l’Islanda. Come? Avevo detto che andavamo alle Eolie? Beh, ma è più o meno lo stesso. Nella nostra settimana di permanenza ha grandinato, nevicato in quota, le temperature si sono abbassate di 10-12 gradi, in generale ha sempre piovuto. Ma non è questo che ci ferma. Anche se tutti gli eoliani, uno dei popoli più ospitali al mondo, si sono premurati di spiegarci che a memoria d’uomo mai a Marzo c’è stato un tempo così brutto sulle isole. Aggiungendo per buona misura che fino al giorno prima del nostro arrivo c’è stato un tempo magnifico, tanto che si nuotava già in mare. Ma CasaIzzo, ormai è chiaro, ha l’inverno nel cuore, e lo porta con sé ovunque. A parte gli scazzi metereologici, comunque, le Eolie sono uno dei posti più belli del pianeta, anche se qualcosa è cambiato da 16 anni a questa parte (l’ultima volta ci sono stato nel lontano ’91). Ecco un buon motivo per andare alle Eolie fuori stagione: non c’è nessuno se non gli isolani e qualche sparuto gruppo di turisti inglesi e tedeschi. Si sta bene, si passeggia e si esplora con tranquillità. Nella migliore delle ipotesi si fa trekking senza inciampare nei bastoni di chi scala davanti e dietro a te. In particolare, si possono conoscere con più facilità gli isolani DOC come Maria Teresa, la proprietaria del meraviglioso e consigliabilissimo Residence Marina Corta (da gustare i suoi capperi e il suo tonno preparato artigianalmente); Giovanni del negozio con le maschere greche, poliedrico genio tecnologico – ceramico – pittorico – musical – fisico; Anna Maria del negozio accanto al porto con la sua insalata di capperi conosciuta in tutto il pianeta; quelli della pasticceria Subba con la loro superlativa granita al caffè con panna; Silvio che col taxi ti porta in giro facendoti lezioni di geologia, chimica e storia del periodo minoico e miceneo e tanti altri. Il rovescio della medaglia è che ci sono pochi collegamenti tra le isole e – non essendo alta stagione – mancano quasi del tutto quelle soluzioni di comodo tipo "giro in barca dell’isola con sosta nelle varie calette che tu, viaggiatore terricolo, non potrai mai raggiungere". Le tre isole maggiori (Lipari, Salina e Vulcano) sono comunque ampiamente esplorabili in moto, in auto e volendo anche in quad (noi abbiamo voluto, ma non è finita benissimo, perché il quad sotto la pioggia non è il mezzo più adatto). In effetti, si può ragionevolmente dire che il periodo migliore in assoluto è Giugno o Settembre, evitando i mesi "caldi" in cui la popolazione dell’isola (di norma 12.000 abitanti) quintuplica per via del turismo di massa. Ovviamente, il giorno del ritorno a casa, il tempo si è di nuovo messo al meglio. Poi tornando ci hanno perso la valigia tra Reggio Calabria e Roma, una volta a casa abbiamo scoperto nuovi e ansiogeni problemi di famiglia… Insomma, il tradizionale comitato di accoglienza della sfiga non si è fatto attendere nemmeno questa volta! Evvai…

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IL TENERO PIETRO

Il tenero Pietro va alle Eolie.
Il tenero Pietro saluta gli amici e si prepara ad una decina di giorni di totale relax come non accadeva da almeno tre anni.
Perché le ultime 3-4 vacanze del tenero Pietro sono sempre state più o meno funestate da eventi tristi e da dimenticare.
Il tenero Pietro non paga nemmeno troppo perché la stagione è bassa, i voli per la Sicilia costano poco e gli appartementini a terrazzo sul mare pure.
Il tenero Pietro è contento, ogni cosa è al suo posto e ogni posto ha la sua cosa.
Dopo aver prenotato la stanza e il volo, il tenero Pietro scopre che lo Stromboli ha eruttato violentemente e le Eolie sono a rischio tsunami.
Il tenero Pietro si innervosisce, ma pochi giorni dopo il problema rientra.
Il tenero Pietro si rilassa e paga il dovuto.
Il giorno dopo, dalle Eolie, arrivano notizie di piogge torrenziali, diminuzione delle temperature di 15°, mare a forza 9 e comunicazioni interrotte.
Il tenero Pietro bestemmia ripetutamente.
Il tenero Pietro non sa se tornerà.
Ma il tenero Pietro proverà lo stesso a fronteggiare il Destino avverso.
Che lo vuole sempre ed unicamente a capo chino.
Che lo vuole immobile e pauroso di intraprendere qualsiasi iniziativa.
Che lo vuole triste e intrappolato in un mondo pitturato di grigio.
Il Destino vuole schiacciare il tenero Pietro come un escremento canino.
Ma non sa che il tenero Pietro, proprio come gli escrementi canini, è scivoloso.

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VIOLENZA GRAFICA E PARTI IN PRIMO PIANO

Nel giro di pochi giorni mi è capitato di vedere due film che mi ero perso nei mesi scorsi. Film che andavano sicuramente visti sul grande schermo ma tant’è… Mi accontento di 26”. Soprattutto, film che non avrei mai creduto potessero piacermi: sto diventando così altro da me stesso da non conoscermi nemmeno più? Prendiamo Apocalypto. Ci va veramente una fortissima sospensione dell’incredulità per essere disposti a vedere un film così. Poi c’è tutto il contorno esasperante della violenza, della censura e relativo immondo battage pubblicitario. In più, l’irritazione per gli exploit horror cristologici di un paio di anni fa. Però il film azteco incuriosisce, e alla fine ti prende. Perché Gibson è riuscito a fare del vero cinema, pura essenza visiva, pura azione. Apocalypto è un film che si potrebbe descrivere con un grafico: la storyline può essere disegnata su un pezzo di carta. Arrivare al grado zero della narrazione non è facile, ma spesso paga, e Gibson ci è riuscito. Mi ricorda quei film di avventura potenti che si facevano una volta e ora non si fanno più (action e fantasy pagano di più). Mi ricorda John Milius: ecco, l’ho detto. E poi c’è Children of Men. Quel folletto geniale di Cuaròn… Prima confeziona il miglior pottermovie a tutt’oggi, e poi se ne esce con questo progetto che sulla carta aveva tutti i numeri per risultare banale e tedioso (antieroe in un futuro distopico dove tutti sono sterili deve salvare l’unica donna incinta da complotti governativi ed eversivi). Anche qui, però, la forza di Cuaròn sta nel rendere il tutto puro cinema, con piani sequenza complessi e lunghi, orchestrati in modo da inchiodare gli occhi dello spettatore allo schermo. Un film sul futuro non futuribile ma fin troppo attuale (sembra un reportage di guerra più che un film di fantascienza). Ottimi attori ed effetti speciali grandiosi proprio perché invisibili (in sintesi qui hanno proprio inventato un nuovo tipo di videocamera). Caso vuole che entrambi i film contengano scene di parto molto crude ed esplicite, ma anche al limite dell’assurdo e del credibile: ne consiglio la visione alle lettrici neomamme, puerpere e gestanti (lo so che ci siete e siete tante)… Intendiamoci, entrambi i film sono parecchio violenti anche se a mio avviso non gratuiti né compiaciuti. Però sono un pugno nello stomaco. D’altra parte, citando Rob Zombie, la violenza nei media non va censurata o edulcorata, ma resa il più possibile esplicita ed efferata, per sottolineare la sua natura disgustosa. Voi che ne pensate?

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IL RICHIAMO DEL LIDL

Devo confessare una mia debolezza: non riesco a resistere al richiamo del LIDL. Questo triste supermercato di origine tedesca esercita su di me un fascino che va oltre la mia comprensione. Ieri sera, per esempio, vedo di sfuggita uno spot che annunciava, per oggi, l’inizio di un allettante periodo di offerte sull’equipaggiamento da moto. Detto fatto, oggi mi sono precipitato in pausa pranzo a contendermi le ultime giacche e pantaloni rinforzati con baffuti e avvinazzati centauri dall’aspetto poco raccomandabile e molto tedesco. Non capisco se al LIDL ci vanno i tedeschi residenti in Italia o se ci vanno anche degli italiani (che magari pensano, presto o tardi, di emigrare in Germania). In ogni caso queste offerte settimanali andrebbero colte obbligatoriamente tra le 7 e le 8 del mattino, per essere tedeschi fino in fondo e per trovare effettivamente un po’ di scelta. Al LIDL poi ci trovi prodotti improbabili come gli snack tossici fatti di riso soffiato e paprika o i bagnoschiuma altrettanto tossici al cereale esfoliante e paprika (sì, anche i bagnoschiuma: è rivitalizzante e per di più è molto tedesco). Io oggi ci ho trovato un gadget mica da poco: due auricolari con microfono per caschi da moto collegabili ad un piccolo accrocchio il quale ti permette non solo di parlare con il passeggero ma anche di collegare un lettore MP3 ed ascoltare in moto la stessa musica, come Vic e Mathieu nel tempo delle mele! Poi c’era anche una super offerta sulle panche da addominali (as seen on tv), ma quelle non ci piacciono. Non ci piacciono per niente… :-)

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