IL TENERO PIETRO

Il tenero Pietro va alle Eolie.
Il tenero Pietro saluta gli amici e si prepara ad una decina di giorni di totale relax come non accadeva da almeno tre anni.
Perché le ultime 3-4 vacanze del tenero Pietro sono sempre state più o meno funestate da eventi tristi e da dimenticare.
Il tenero Pietro non paga nemmeno troppo perché la stagione è bassa, i voli per la Sicilia costano poco e gli appartementini a terrazzo sul mare pure.
Il tenero Pietro è contento, ogni cosa è al suo posto e ogni posto ha la sua cosa.
Dopo aver prenotato la stanza e il volo, il tenero Pietro scopre che lo Stromboli ha eruttato violentemente e le Eolie sono a rischio tsunami.
Il tenero Pietro si innervosisce, ma pochi giorni dopo il problema rientra.
Il tenero Pietro si rilassa e paga il dovuto.
Il giorno dopo, dalle Eolie, arrivano notizie di piogge torrenziali, diminuzione delle temperature di 15°, mare a forza 9 e comunicazioni interrotte.
Il tenero Pietro bestemmia ripetutamente.
Il tenero Pietro non sa se tornerà.
Ma il tenero Pietro proverà lo stesso a fronteggiare il Destino avverso.
Che lo vuole sempre ed unicamente a capo chino.
Che lo vuole immobile e pauroso di intraprendere qualsiasi iniziativa.
Che lo vuole triste e intrappolato in un mondo pitturato di grigio.
Il Destino vuole schiacciare il tenero Pietro come un escremento canino.
Ma non sa che il tenero Pietro, proprio come gli escrementi canini, è scivoloso.

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VIOLENZA GRAFICA E PARTI IN PRIMO PIANO

Nel giro di pochi giorni mi è capitato di vedere due film che mi ero perso nei mesi scorsi. Film che andavano sicuramente visti sul grande schermo ma tant’è… Mi accontento di 26”. Soprattutto, film che non avrei mai creduto potessero piacermi: sto diventando così altro da me stesso da non conoscermi nemmeno più? Prendiamo Apocalypto. Ci va veramente una fortissima sospensione dell’incredulità per essere disposti a vedere un film così. Poi c’è tutto il contorno esasperante della violenza, della censura e relativo immondo battage pubblicitario. In più, l’irritazione per gli exploit horror cristologici di un paio di anni fa. Però il film azteco incuriosisce, e alla fine ti prende. Perché Gibson è riuscito a fare del vero cinema, pura essenza visiva, pura azione. Apocalypto è un film che si potrebbe descrivere con un grafico: la storyline può essere disegnata su un pezzo di carta. Arrivare al grado zero della narrazione non è facile, ma spesso paga, e Gibson ci è riuscito. Mi ricorda quei film di avventura potenti che si facevano una volta e ora non si fanno più (action e fantasy pagano di più). Mi ricorda John Milius: ecco, l’ho detto. E poi c’è Children of Men. Quel folletto geniale di Cuaròn… Prima confeziona il miglior pottermovie a tutt’oggi, e poi se ne esce con questo progetto che sulla carta aveva tutti i numeri per risultare banale e tedioso (antieroe in un futuro distopico dove tutti sono sterili deve salvare l’unica donna incinta da complotti governativi ed eversivi). Anche qui, però, la forza di Cuaròn sta nel rendere il tutto puro cinema, con piani sequenza complessi e lunghi, orchestrati in modo da inchiodare gli occhi dello spettatore allo schermo. Un film sul futuro non futuribile ma fin troppo attuale (sembra un reportage di guerra più che un film di fantascienza). Ottimi attori ed effetti speciali grandiosi proprio perché invisibili (in sintesi qui hanno proprio inventato un nuovo tipo di videocamera). Caso vuole che entrambi i film contengano scene di parto molto crude ed esplicite, ma anche al limite dell’assurdo e del credibile: ne consiglio la visione alle lettrici neomamme, puerpere e gestanti (lo so che ci siete e siete tante)… Intendiamoci, entrambi i film sono parecchio violenti anche se a mio avviso non gratuiti né compiaciuti. Però sono un pugno nello stomaco. D’altra parte, citando Rob Zombie, la violenza nei media non va censurata o edulcorata, ma resa il più possibile esplicita ed efferata, per sottolineare la sua natura disgustosa. Voi che ne pensate?

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IL RICHIAMO DEL LIDL

Devo confessare una mia debolezza: non riesco a resistere al richiamo del LIDL. Questo triste supermercato di origine tedesca esercita su di me un fascino che va oltre la mia comprensione. Ieri sera, per esempio, vedo di sfuggita uno spot che annunciava, per oggi, l’inizio di un allettante periodo di offerte sull’equipaggiamento da moto. Detto fatto, oggi mi sono precipitato in pausa pranzo a contendermi le ultime giacche e pantaloni rinforzati con baffuti e avvinazzati centauri dall’aspetto poco raccomandabile e molto tedesco. Non capisco se al LIDL ci vanno i tedeschi residenti in Italia o se ci vanno anche degli italiani (che magari pensano, presto o tardi, di emigrare in Germania). In ogni caso queste offerte settimanali andrebbero colte obbligatoriamente tra le 7 e le 8 del mattino, per essere tedeschi fino in fondo e per trovare effettivamente un po’ di scelta. Al LIDL poi ci trovi prodotti improbabili come gli snack tossici fatti di riso soffiato e paprika o i bagnoschiuma altrettanto tossici al cereale esfoliante e paprika (sì, anche i bagnoschiuma: è rivitalizzante e per di più è molto tedesco). Io oggi ci ho trovato un gadget mica da poco: due auricolari con microfono per caschi da moto collegabili ad un piccolo accrocchio il quale ti permette non solo di parlare con il passeggero ma anche di collegare un lettore MP3 ed ascoltare in moto la stessa musica, come Vic e Mathieu nel tempo delle mele! Poi c’era anche una super offerta sulle panche da addominali (as seen on tv), ma quelle non ci piacciono. Non ci piacciono per niente… 🙂

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