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5 risposte a “STRATEGIE OBLIQUE”

  1. Non capisco se il tuo sia un suggerimento o una constatazione…Io trovo che le parole ormai siano patologicamente inflazionate. Tutte. Nei discorsi della gente raramente scorgo qualcosa che valga davvero la pena ascoltare. Così spesso scelgo il silenzio. In pochi lo apprezzano,ma per me è una preziosa conquista. Rivalutiamo il silenzio! Katia.

  2. è un po’ suggerimento un po’ constatazione… sul silenzio la pensiamo uguale, ma qui ponevo l’accento sul non dire. cioè, se proprio sei costretto a parlare, meglio dare l’idea di dire molto senza però dire nulla in realtà… in certi casi, ovviamente… :-)

  3. E’ proprio questo il punto… Perchè dire senza dire? Perchè tutto questo bisogno di parole? Il linguaggio è un codice,le parole sono solo approssimazioni della realtà (hai presente F. Capra ne “Il tao della fisica”?)… Anche quando se ne fa un uso discreto, si commette qualche errore.Quindi… più spazio al silenzio! Mi fa piacere che anche tu la pensi come me. Vorrei fossimo in tanti a pensarla così. Mi sentirei meno sola. E frastornata. Katia.

  4. Insomma viva la dialettica. Vi propongo, oltre a scegliere il silenzio, anche di barricarvi in casa con i sacchetti di sabbia alla finestra (come canta Dalla). L’isolamento sarà TOTALE.

  5. essere criptici solleva vespai, vedo… :-)

    allora c’è un momento per il silenzio (che può essere significativo o di chiusura, a seconda), c’è un momento per la parola dialettica vera e secondo me c’è anche un momento per le parole che non dicono nulla. Lascio ai lettori immaginare quali… nell’esperienza quotidiana, specialmente lavorativa, ce ne sono a mille di momenti così…

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