CI PROVO (EFFETTO VELOCITÀ)

Volevo scrivere uno di quei bei post di una volta. Quelli un po’ frammentari, un po’ involuti che non si capisce una mazza. Quelli là, no? Avete capito.
Ci provo. Che poi è anche il titolo del post.

C’è da dire che di cose ne stanno succedendo parecchie. Che se uno si ferma a pensare che il blog funziona come un “diario on line” delle proprie esperienze di vita (nasce per questo, cari lettori, non ve la prendete con me), sembra che nella mia vita non succeda mai un cazzo. Vi assicuro che non è così. Il punto è che la mia vita è nel pieno di quello che Abatantuono – in tempi non sospetti – definiva “l’effetto velocità” (aggiungendo quel simpatico rumore onomatopeico di “vuvuvuvuvu” – purtroppo non trovo il video su YouTube se no ve lo linkavo ma comunque è un pezzo di Turné). Nel discorso del film era inteso come un effetto positivo (“Uno passa la vita a farsi dire che prima è troppo giovane, poi dopo diventa troppo vecchio… Ci sarà una fase centrale in cui uno deve correre, no? L’effetto velocità!”). Io devo dire che lo prendo abbastanza male.

Comunque. Lavorativamente parlando sono a posto, ma negli ultimi mesi sono stato proiettato nel caos di un “periodo di prova” da miniboss. Che dovrebbe farmi capire quanto io non sia assolutamente tagliato per fare il miniboss (nemmeno il maxi, se è quello che stavate pensando… bastardi!). Tutto quanto fa “effetto velocità” nel lavoro non fa che riconfermarmi un semplice concetto, quello di part time verticale. Basta solo che si mettano a posto altri tasselli della vita e poi vedremo. In fondo si tratta di focalizzare su qualcos’altro e ridimensionare un po’ i propri desideri. E poi del resto, con una moglie che guadagna molto più di me, converrete che il part time spetta a me, ci perdo di meno, no?… Ma sto divagando sul futuro prossimo.

Per quanto riguarda gli affetti, tutto a posto, grazie. Siamo sempre lì che tentiamo di riprodurci (non che la cosa non sia divertente) barcamenandoci tra un problema e l’altro. Speriamo che lo stress non affligga troppo le nostre gonadi, per dire. Che qui tra poco rimaniamo gli unici senza un degno erede, senza la nostra personale macchinetta sparamerda. Dà da pensare. Diversi traslochi in vista, case e mobili da spostare come nel gioco del quindici e senso di attesa e di sospensione, come se il mondo dovesse crollarci sulla testa.

Io possiedo una casa sola, quella di mia nonna. Pensavo di venderla, ma poi ho ragionato che una casa al mare fa sempre comodo, la posizione è buona e c’è anche Makkox come vicino di casa (cosa volere di più?)… Tra poco torno giù, contatto una ditta di traslochi, faccio portar via qualcosa e comincio a ristrutturarla. Decisione presa in teoria, ma… nella pratica? Ho avuto bisogno che un amico mi indicasse una ditta di traslochi con possibilità di preventivo on line, probabilmente perché io non avevo il coraggio di fare il primo passo. Velocità, sì… intorno a me. Io sono sempre il solito vigliacco immobilista. Eppure so bene che basta iniziare da qualcosa e tutto il resto va da sé. La paura è proprio quella di iniziare.

Una madre anziana, nevrotica e depressa. Che poi uno dice nevrotica e depressa cosa vuoi che sia siam tutti un po’ nevrotici, siam tutti un po’ depressi. No. Veramente. Vi mando mia madre per un periodo di prova di 12 ore. Vedrete che sclerate. Comunque, io alle sue stramberie ci sono abituato. Vorrei solo che strambeggiasse più vicino a casa mia, e non a un’ora di macchina da me. Perché in questa situazione, avere una madre da portare da un qualsiasi dottore (oltre che nevrotica e depressa è anche ipocondriaca, ovviamente) diventa un’impresa di minimo due giorni lavorativi.

E poi, dai, nulla… ci sono anche i momenti belli, quelli “per me”. Un giro in moto da solo, una canna ogni tanto, qualche bel film, una pila di buoni libri sul comodino, nel cesso e ovunque si possa leggere in pace, tanta musica appresso (a proposito, maledetti di Last.fm, adesso volete i miei soldi, eh?) e soprattutto gli amici.
A voi, più o meno amici, più o meno lettori, più o meno umani va tutto il mio affetto.
Grazie, ho finito.

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2 risposte a “CI PROVO (EFFETTO VELOCITÀ)”

  1. clap clap clap
    BRAVO
    grazie
    BRAVO
    grazie
    BRAVOGRAZIE

    …va beh era Petrolini, che poi la gente non capisce!

I commenti sono chiusi.