SONO PROPRIO UNO SFIGATO

Iorda (così si chiama il meccanico che si prende cura del mio scooter) sostiene che non può essere solo l’usura.  Secondo lui c’è qualcosa negli astri che condiziona lo stato di salute del mio motorino. Io posso solo dire che non ho nulla contro di lui, ma che il prossimo scooter non sarà più un Peugeot. L’altro ieri mi appropinquavo con il mio usuale stile da centauro imbizzarrito al posto di lavoro. Durante un’accelerata esuberante, ho riscontrato che il motore andava solo su di giri producendo inquietanti sonorità e che le ruote motrici, semplicemente, rimanevano ferme. Non ho dovuto spingere, per fortuna. Ad una velocità costante di 5 km/h il motore sembrava reggere, e trasmettere adeguatamente il movimento alla cinghia e alle ruote. Cosa può essere? Beh, si tratterà di certo di un problema di carburazione (l’ha detto lui, io non ci capisco un cazzo quindi mi fido). Invece no. Invece si è rotto un anellino di gomma che ha fatto sì che il grasso contenuto in una rondella rotante si espandesse sulla piastra anodizzata per effetto della forza centrifuga, la quale piastra ha provocato un attrito che ha riscaldato il giunto basculante che è proprio quella parte dove la cinghia di trasmissione va a parare per far muovere le ruote. Morale: bisogna cambiare tutto il blocco e non si può acquistare solo il pezzo di ricambio per la parte danneggiata. Costo: 200 testoni solo per il pezzo. Iorda mi guarda, consulta gli astri, medita, mi mostra l’anellino di gomma, la traiettoria centrifuga delle striature di grasso e conclude: "Sei proprio uno sfigato". Così. A quanto pare sono l’unico cliente cui siano mai capitate queste oscure magagne. Lo scooter è stato immatricolato a novembre del 1999. Da allora gli ho fatto la marmitta nuova, la cinghia nuova, la batteria nuova, il motore nuovo, i dischi dei freni nuovi, e adesso il blocco di trasmissione nuovo. In pratica me lo sono ricomprato un’altra volta. Sono io sfigato o non sarà la Peugeot una di quelle aziende che impone ai suoi prodotti una data di autodistruzione nettamente al di sotto dei canonici cinque anni?

LAPSUS FREUDIANO

La misura di quanto sono tuonato oggi, dopo una nottata Bamboo passata a parlare di musica e minchiate varie: ore 11.50, ancora perso nel mio mal di testa, prendo una telefonata per un collega. "Sergio, c’è un certo SPINELLI al telefono per te". Sergio mi guarda con un misto di divertimento e compassione. "Veramente si chiama PINELLI, comunque passamelo pure". Avrà capito il mio lapsus freudiano? Il suo sguardo mi dice di sì. Porca bomba…!

SUPERMERCATI E OSPEDALI (UNA BELLA BOMBA…)

Lo dico sempre, che per me i luoghi più devastanti sono i supermercati e gli ospedali. I luoghi dove si trova l’umanità al suo peggio. Fortunatamente di solito mi capita di dovermi manifestare al massimo nei supermercati. Purtroppo sabato mi è toccato l’ospedale. In ospedale c’è mio padre, manco a dirlo per una qualche cazzata che i simpatici medici di Ivrea gli hanno combinato mentre gli esploravano lo stomaco con le loro sondine. Per fortuna pare non sia nulla di grave, una ferita che si può rimarginare in due o tre giorni di degenza. Eppure… Ogni volta che entro in un ospedale e mi prende alla gola quel puzzo soffocante di puré di patate misto a odore di merda e vapori balsamici non posso fare a meno di inebetirmi. Mi considero un tipo quantomeno positivo, abbastanza realista, se non altro. Però evidentemente ho paura della malattia. Ho paura della fragilità che si nasconde dietro ai letti d’ospedale, dietro ai riti dell’ospedale, soprattutto. Oppure può darsi che abbia paura di vedere il mio genitore inserito in un contesto di fragilità. Lui, che ovviamente non dovrebbe mai morire e che invece è lì con la sua flebo semovente. Non posso nemmeno dire che non sono abituato a vederlo in ospedale, anzi direi che qualche anno fa ho fatto veramente un’overdose di ospedali. Che spero sempre di non dover ripetere. Ma infine, mio padre è sempre mio padre. Anche da lì telefona con il suo tipico tono da generale dell’impero galattico per farsi portare lettore CD, radio, cuffiette e libri, perché si rompe le palle. Quanto li odio, gli ospedali… Spero esca presto.