A VOI ROMANI…

No, tranquilli, non volevo dirvi che siete una "brutta banda di ruffiani e di intriganti cammuffati bene o male da intellettuali e santi". Volevo anzi complimentarmi. Son giorni un po’ turbinosi per me, tra lavoro, robe personali, casini vari. E’ un po’ che non mi esprimo sul web, anche perché il tempo che di solito dedicavo al blogging è assorbito dalle prove che sto facendo di là per aggregare in un sol colpo un po’ di robe sparse. Perciò vedo intorno a me frammenti di vita, spesso decontestualizzati. Vedo il mondo tramite Blob. E proprio su Blob l’altro giorno, ho visto una scena che mi ha riempito di orgoglio. Orgoglio per voi romani. Sì, lo so che tra voi c’è anche una larga maggiornaza di fascisti idioti e puzzoni pronti a far festa con le bandiere e le spranghe al primo accenno di rinnovato culto della personalità. Ma quello che ho visto è stato, per una volta, diverso. Un politico che usciva da un bar, circondato da microfoni che raccoglievano dichiarazioni vuote e scollate dal contesto come "noi abbiamo a cuore le sorti dell’Italia". Il politico, in tempo zero, viene circondato da una piccola folla di uomini e donne normali, casalinghe, impiegati, pensionati. La piccola folla dice, prima piano poi sempre più ad alto volume "Vergogna! Vergognatevi! Non sapete nulla dell’Italia, siete completamente scollati dai vostri elettori! Siete dei buffoni!" e altre critiche costruttive del genere. Intendiamoci: non sembrava una folla forcaiola. Incazzata, sì, ma non forcaiola. Il politico di turno tenta di rispondere con la modalità porta a porta (faccia da culo e "voi non sapete quello che dite"), ma viene messo a tacere dalle voci della gente. Per una volta non voci tese a sopraffare, ma voci tese ad affermare. Non so, sarà stata una goccia nell’oceano, ma se voi romani, che ne avete la facoltà, poteste appostarvi all’uscita del Palazzo per criticare in modo civile (cioè senza bandiere, spranghe, sputi, insulti, salumi, vibratori, e tutto l’armamentario del perfetto parlamentare italiano) tutti i politici che escono, avreste senza dubbio il mio supporto morale. Mio, e di tutta la società civile… siamo pochi, ma ci siamo sempre!

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MIGRA, MIGRA, RAGAZZO RIBELLE…

Non pensavo sarebbe stata una faccenda così lunga. Ma sapete, voglio portare qui anche il mio vecchio sito, non soltanto il blog. Quindi prima di passare di qua l’archivio Splinder, con la complicità spero benevola e disinteressata del buon Beggi, devo creare a manina tutte le mie belle pagine. Sono quasi a quota 100, ma penso che sforerò fino a 180… Porca zozza, non mi ricordavo un sito così corposo. E sì che ho potato interi rami. Ma forse… sì, potrei fare così. Mi è venuta in mente adesso adesso un’altra incredibile possibilità di potatura. Sì, farò così. L’archivio degli articoli non lo metto più. Metto solo i titoli. Mi risparmio un centinaio di pagine inutili. Tanto metterò il vecchio sito in una cartella /old di questo server… Bon dai! Forse sto weekend finisco il porting del sito.

RELAX, DON’T DO IT WHEN YOU WANT TO COME

Oggi nuovo taglio di capelli. Voglia di cambiare. Senso di fastidio per i boccoloni sulle spalle. Voglia di corto sfilato spettinato. Ma la mia parrucchiera sa come interpretare i miei desideri inespressi. Non per niente ha studiato da Vidal Sassoon, lei. Mica cazzi.
A seguire, saldi selvaggi da Celio (il negozio tamarro d’estate e moderatamente glamour d’inverno, fatto per le tasche dei milleuristi: camicia elegante accettabile per un matrimonio 11 euro.
A seguire, puntatina da Fnac ché è uscito Videodrome, dopo nove anni che lo bramavo (niente extra ma vabbeh… 8 euro).
A seguire, mi serviva una cravatta (sempre per il discorso del matrimonio) e mi dico "ma sì, entro qui"…
P – (mostrandogli la camicia da pezzente, per la cronaca color prugna) "Scusi, ha una cravatta che vada bene con questa?"
C – "Certo! Abbiamo questa…"
In effetti la cravatta è perfetta, la commessa ha gusto, ma mettiamola alla prova…
P – "Mi scusi sa, ma il regimental non lo amo molto, mi ricorda troppo Berlusconi. Non ha qualcosa a motivi kashmir? Che stia bene anche con un mezzo Windsor, magari…"
Io non mi intendo un cazzo di cravatte, ma quei due termini che so li uso a sproposito per far credere di essere esperto, un po’ come faccio anche sul lavoro…
C – "Beh, sì, abbiamo anche queste…"
Mi fa vedere altre tre cravatte.
P – "OK, tutte belle, ma… i prezzi?"
C – "Allora, son 59 euro la regimental, le altre tutte 80"
P – (senza battere ciglio) "Ah… già scontate per i saldi?"
C – (senza battere ciglio) "Quali saldi?"
P – …………..
C – …………..
Ovviamente prendo quella da 59, giusto perché era veramente perfetta. Da sola costa circa sei volte la camicia di Celio. Mi domando se sia normale. Poi esco, c’è il sole e mi sento in un musical. E quando mi sento in un musical nulla può scalfirmi.
Il senso del titolo è dovuto al fatto che – seguendo il consiglio di BMV – sto ascoltando gli anni ’80 su Last.fm. E poi, se Axell mi vuole ministro per la diffusione della cultura eighties, un motivo ci sarà…

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