CHE PASTICCIO, BRIDGET JONES!

Bridget Jones: The Edge of Reason non è bello quanto il suo prequel. Non è altrettanto divertente, non è altrettanto eccitante, non è altrettanto commovente. Anzi, per dirla tutta è anche poco originale. Però si salva almeno un po’. Perché Renée Zellweger non è ancora arrivata al punto di rifare sé stessa con troppo compiacimento, e perché la sua interpretazione della casinista totalmente fulminata sembra sincera. Colin Firth ha sempre la sua impagabile scopa nel culo e Hugh Grant è splendidamente stronzo con classe. Infatti non si capisce perché, invece di rilanciare, la commedia ricalchi a carta velina il film precedente. All’inizio è dovuto. Si tratta di autocitazione con sorpresa. Poi è semplicemente noioso: Firth e Grant rifanno la stessa scazzottata con le stesse mosse e sbuffi del primo film: solo di giorno, in un’altra location e con un’altra musica (i Darkness al posto di Geri Halliwell – e non so se il cambio guadagna). Le gag sono divertenti, questo è certo. Bridget sugli sci, Bridget che deve acquistare il test di gravidanza, Bridget che fissa Darcy mentre dorme, Bridget che si fa consigliare dal tassista, Bridget che mangia i funghi allucinogeni e l’inevitabile Bridget che prova la guaina contenitiva. Però sono slegate, messe lì una di seguito all’altra (in effetti anche il secondo libro non aveva la stessa freschezza del primo). La colonna sonora manda in visibilio tutte le femmine in sala, ma a parte quella non c’è niente di nuovo sotto il sole. Piuttosto, si nota con amarezza quanto siano invecchiati tutti gli attori principali. Persino Stefi, che nella vita è una delle molte donne totalmente identificate con Bridget (anche lei mi fissa mentre dormo), ha da ridire sull’originalità del film. Ma il suo sguardo lucido sui titoli di coda mi fa capire che sta solo aspettando l’uscita del DVD per consumarlo nel lettore come ha fatto col primo episodio (record di visioni ripetute: 23, di cui in lingua originale: 18).

UN TUMULTO DI PENSIERI OSCURI

Henry non si smentisce. Nel frattempo è dimagrito anche lui. Perché a stare sempre curvo sui denti dei suoi pazienti gli si anchilosava la schiena. Arrivo puntuale all’appuntamento alle 18. Dopo nemmeno due minuti lui è già lì che mi aspetta con il trapano in mano.
"Hmmmmm… Sì… sì… Ma sei venuto in moto?"
"Ehmmm… Sì, certo, perché?"
"Mi devo fidare a farti l’anestesia, oppure…"
"Oppure cosa?"
"No perché… il dente è cariato, e mi sa che dobbiamo devitalizzarlo"
Lo sapevo. Lo sapevo. Ogni volta vado con grande spensieratezza e ogni volta apprendo qualche buona nuova sui miei denti. Eppure li lavo. Faccio attenzione a non mangiare troppi dolciumi. Mastico correntemente Vigorsol, Daygum, Happydent e tutto quanto fa bianco il tuo sorriso.
"Comunque… A ben vedere…"
"Cosa?"
"Mi sembra che l’abbiamo presa in tempo. Facciamo così, se ti faccio male me lo dici…"
"Cos…?"
Zwiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiinnnnnnnnnnnnnnnnnnn
In effetti il suo temibile trapano non procura nessuna particolare sensazione. Per ora.
"Ce la caviamo con poco. Ti metto un po’ di pasta dentina. Torna mercoledì che otturiamo".
"Quindi niente devitalizzazione?"
"Penso di no. Comunque se dovessi avere una pulpite in corso stasera ti farà un male cane. Tu fatti saltare la pasta dentina facendo leva con un cacciavite e poi chiamami…"
"Cosa?!?"
(Dal dentista a me viene sempre fuori solo "cosa" nelle sue varie modulazioni, ma questa monotonia nasconde in verità un tumulto di pensieri oscuri).
"Dai, scherzavo… Ci vediamo dopodomani".
Non scherzava. Secondo me. Comunque non sta facendo male. E adesso si può dire che l’anno è veramente incominciato.

CAMPAGNA PER LA BELLEZZA REALE

A naso, solitamente non mi va molto di segnalare siti che fanno capo a multinazionali come la Unilever. In fondo è sempre il business che governa tutto. Però quei simpatici uomini di marketing della Dove hanno finalmente capito che le leve per attirare l’attenzione della donna non passano attraverso testimonial che portano taglia 40 e sono perfette e bellissime di per sé. E allora mi piace segnalare questa sedicente Campaign for Real Beauty che propone modelli di bellezza diversi dal solito. Donne grasse, donne rugose, donne lentigginose, donne con i capelli grigi. Orrore, orrore… il difetto fisico! Eppure se vai a guardare, contro 91.203 voti che considerano la modella Tabatha "Fit" (cioè "a posto") ci sono sempre 31.127 voti che la considerano "Fat" (ossia "orrenda cicciona"). Va be’, il mondo è bello perché è vario. E Dove si mette anche in prima linea con il Self Esteem Fund (servirebbe a finanziare iniziative che facciano capire a queste stupide, stupide donne che non saranno più felici solo dimagrendo o spianando le rughe). Una delle iniziative è il tour fotografico Beyond Compare, che vale la pena guardare – si tratta di una mostra on line di fotografie scattate da diverse artiste (tema: "la bellezza secondo me"). Chissà se lascerà il tempo che trova.