SUPERCLASSIFICASHOW: GLI ALBUM

SUPERCLASSIFICASHOW: LA MUSICAQuest’anno ho deciso di deliziarvi con non uno bensì quattro post sui migliori dischifilmserietvlibri del 2016. Così raccolgo meglio le idee e mi illudo di scrivere qualcosina in più su questo trascuratissimo spazio. Cominciamo subito con la musica, ché le orecchie sono importanti e in questa stagione rischiano molti malanni. Ricordo che tra queste righe albergano opinioni assolutamente personali basate sui miei ascolti e in ordine assolutamente sparso, dato che non amo sforzarmi di fare una vera e propria classifica. Gli italiani stanno in coda, per chi vuole essere rigorosamente autarchico. C’è parecchio hip hop, ma solo perché è rimasto il genere più vitale del pop contemporaneo.

DJ SHADOW – THE MOUNTAIN WILL FALL
Una nuova uscita di DJ Shadow per me è un evento. Lo metto per primo perché niente, è stato macellato dalla critica ma a me piace un fottìo. Perché sono un nostalgicone.

KANYE WEST – LIFE OF PABLO
Può stare sul culo però per me Kanye è Kanye. Un wonder boy dell’hip hop che mi sorprende ad ogni uscita. Qui c’è un distillato di 50 anni di black music (oltre a una tonnellata di paranoie personali) e tanto basta.

ANOHNI – HOPELESSNESS
Una sorpresa, per me che adoro Antony and the Johnsons. Anohni da solista innesta la sua voce particolare su trame elettroniche, dubstep, glitch e via dicendo. Ascoltando i testi forse un po’ ingenuamente politico, ma avercene di dischi così.

BEYONCÉ – LEMONADE
Ha il suo perché. Ditemi pure che è tutta un’operazione di marketing, ma io la adoro.

DAVID BOWIE – BLACKSTAR
Eh. Lo scherzone finale di Bowie. Vorrei usare qui un’espressione odiatissima: “tanta roba”. Pesa un po’ sull’ascolto la morte dell’artista due giorni dopo l’uscita, ma insomma, tra una spruzzata di prog, IDM e un pezzone degno di tutta una carriera, il disco è validissimo.

A TRIBE CALLED QUEST – WE GOT IT FROM HERE… THANK YOU 4 YOUR SERVICE
Il mio gruppo hip hop preferito (vabbè uno dei tre con Cypress Hill e Wu-Tang Clan) torna dopo tipo 18 anni dall’ultimo album. E spacca. Disco funestato dalla morte di Phife Dawg durante la registrazione ma impreziosito da contributi di Kanye, André 3000, Jack White, Kendrick Lamar e insomma ho detto tutto.

SAVAGES – ADORE LIFE
Le Savages per me sono l’unico gruppo post-punk (nel senso originale del termine) che abbia senso nel mondo di oggi. Il tema è l’amore, ma l’album è incazzato nero. Dietro le quinte c’è anche Trentemöller.

RADIOHEAD – A MOON SHAPED POOL
Dove sta il mio amato prog oggi? Ma qui, naturalmente! Ogni album dei Radiohead entusiasma per motivi differenti. Qui c’è forse meno elettronica, più intimismo, un paio di melodie killer (ah, le melodie dei Radiohead) e insomma adattissimo a deprimersi sospirando.

PJ HARVEY – THE HOPE SIX DEMOLITION PROJECT
Anche qui, un gradito ritorno sulle scene dopo cinque anni. Mi pare un degno seguito di Let England Shake e – nonostante il concept della protesta antigovernativa e pacifista – è addirittura molto gioioso in alcuni passaggi.

FRANK OCEAN – BLONDE
Il soul, l’RNB intimista e contemporaneo per me ha solo un nome: Frank Ocean. Non mi perdo una sua uscita e i suoi album non mi stancano mai. Il lato non egomaniaco di Kanye.

SKEPTA – KONNICHIWA
Un album che mi è piaciuto assai, un tentativo di portare il grime (hip-hop british) negli USA, un’immersione nel lato oscuro delle periferie londinesi. Per me Skepta è l’unico degno erede di Dizzee Rascal.

MITSKI – PUBERTY 2
La sopresa dell’anno, l’artista completamente sconosciuta (a me, perché poi pare sia il suo quarto album) che ascolto solo perché incuriosito dalla copertina e poi è una piccola bomba. Indie rock stranissimo, molto coinvolgente.

I CANI – AURORA
Eh, oh. A me i Cani piacciono parecchio. Qui Niccolò Contessa è in qualche modo cresciuto, e ascoltare la sua evoluzione è un’esperienza interessante.

SALMO – HELLVISBACK
Cioè, se si parla di hip-hop italiano, Salmo è l’unico vincitore del 2016. Dai. Non c’è storia.

EX-OTAGO – MARASSI
Canzoni che si ficcano in testa come schegge, più elettro-pop rispetto ai dischi precedenti, ironia e amarezza. Mi piace ballare gli Ex-Otago. Mi piace molto.


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