LA LISTA DI FINE DI ANNO

Siamo all’ultimo dell’anno di un anno di merda, ma non crediate: io il mese di dicembre oltre che per le sfighe personali lo impiego anche a guardare, leggere, ascoltare tutti i contenuti belli che mi sono perso negli ultimi mesi per compilare la tradizionale lista delle liste di fine anno.

Intanto, ecco la mia top 20 cinematografica di questo 2022, i film che non dovreste perdervi secondo me. Vi segno anche dove trovarli, se non c’è scritto nulla andate a pesca.

1. Licorice Pizza (Prime Video)
2. Crimes of the Future
3. The Fabelmans (In sala adesso)
4. Triangle of Sadness
5. Memoria (Mubi)
6. The Innocents (Prime noleggio)
7. Decision to Leave
8. Bones and All (In sala adesso)
9. Vortex (Mubi)
10. The Worst Person in the World (Sky)
11. Everything Everywhere All at Once
12. Barbarian (Disney+)
13. RRR (Netflix)
14. The Northman (Sky)
15. The Banshees of Inisherin
16. Speak No Evil
17. Fire of Love (Disney+)
18. Nope (Prime noleggio)
19. Elvis (Infinity)
20. Athena (Netflix)

Ci sono anche alcuni film che sicuramente sono bellissimi e che avrei una voglia matta di vedere ma che non riuscirò a vedere (almeno per ora) che potrebbero a pieno titolo entrare nella lista scalzando qualcos’altro. Si tratta di EO, Tàr, Bardo, White Noise, Tori e Lokita, Saint Omer, Aftersun.

Adesso, siccome voi sapete quali sono i miei generi preferiti, vi beccate anche una top 10 dell’animazione 2022 e una top 10 degli horror dell’anno. Cominciamo con i disegni animati…

1. Belle
2. Guillermo del Toro’s Pinocchio (Netflix)
3. Turning Red (Disney+)
4. Bee and Puppycat (Netflix)
5. Cyberpunk Edgerunners (Netflix)
5. Apollo 10½: A Space Age Childhood (Netflix)
6. Strange World (Disney+)
7. Dead End: Paranormal Park (Netflix)
8. Flee (Prime noleggio)
9. Wendell & Wild (Netflix)
10. Oni: La leggenda del dio del tuono (Netflix)

E proseguiamo con i film più orrorifici dell’anno (che per intenderci metterò in ordine di spaventevolezza / ribrezzo, e non in ordine di presunto “valore autoriale”, per il quale vale la top 20 di prima in cui di horror ce n’è diversi).

1. The Innocents (Prime noleggio)
2. Terrifier 2
3. Speak No Evil
4. Barbarian (Disney+)
5. Men
6. X / Pearl (Prime noleggio, pari merito)
7. Fresh (Disney+)
8. Scream (Paramount+)
9. Halloween Ends
10. Occhiali Neri (Sky)

Parliamo invece di serie TV: le mie preferite dell’anno sono state queste: e le vostre? Ah, ci sono solo serie nuove, cioè alla prima stagione. Altrimenti per carità, mi sono sparato anche The Crown, The Boys, Cobra Kai e simili, ma non è roba nuova, dai.

1. Prisma (Prime Video)
2. The Sandman (Netflix)
3. Guillermo del Toro’s Cabinet of Curiosities (Netflix)
4. Connect (Disney+)
5. Abbott Elementary (Disney+)
6. Tutto chiede salvezza (Netflix)
7. The Rings of Power (Prime Video)
8. Wednesday (Netflix)
9. Kleo (Netflix)
10. Ms. Marvel (Disney+)

Ora attenzione e mettetevi gli auricolari perché parto con la lista dei 20 album che ho amato di più nel 2022! L’idea sarebbe di linkarvi l’album su Spotify, ma è tardi e devo preparare il cenone, quindi ve li cercate da soli

1. Once Twice Melody (Beach House)
2. Skinty Fia (Fontaines D.C.)
3. Motomami (Rosalìa)
4. Renaissance (Beyoncé)
5. Dawn FM (The Weeknd)
6. A Light for Attracting Attention (The Smile)
7. Liberato II (Liberato)
8. C@ra++ere s?ec!@le (thasup)
9. Caprisongs (FKA Twigs)
10. Meme K Ultra (Cor Veleno, Tre Allegri Ragazzi Morti)
11. Mahal (Toro y Moi)
12. Ultraviolet Battle Hymns (The Dream Syndicate)
13. Caos (Fabri Fibra)
14. Multitude (Stromae)
15. Fossora (Bjork)
16. Oltre (Mace)
17. Harry’s House (Harry Styles)
18. Streetlands EP (Burial)
19. Senghe (Almamegretta)
20. Un verano sin ti (Bad Bunny)

Ragazzi, è stato un anno rocambolesco e molto amaro. Queste sono le cose che mi hanno dato un po’ di serenità e mi hanno fatto volare con la fantasia oltre le miserie della vita quotidiana. Se c’è qualcosa che vi piace, prendete e guardatene / ascoltatene tutti. Buon 2023!

IL 2021 IN 20 DISCHI

Proseguiamo con i listoni della morte, stavolta vi consiglio i 20 dischi (secondo il mio insindacabile giudizio) più rappresentativi dell’anno. Siccome io sono una persona a) di bocca (anzi di orecchio) abbastanza buona e b) ho gusti parecchio ma veramente parecchio eclettici, qualcosa che vi può piacere lo trovate senz’altro. Ho cercato di ridurre a venti perché ne avevo una cinquantina ma forse poi vi annoiavate. Essendo stata un’annata inaspettatamente buona anche per il Belpaese, ho fatto un mischione di roba italiana e internazionale. Enjoy, sapendo che ogni link vi porta al corrispettivo album su Spotify!

IRA (iosonouncane)

Certamente album migliore dell’anno per la musica italiana e – mi voglio rovinare – anche internazionale, perché questo amalgama sonoro plurilingue, ipnotico, coinvolgente e densissimo è una roba che ti lascia senza fiato. Due ore piene di sonorità a volte claustrofobiche, a volte estasianti, più spesso inesplicabili. Da ascoltare e riascoltare ma – diciamo – non in auto o come sottofondo sonoro.

Sometimes I Might Be Introvert (Little Simz)

Tra i due litiganti (Drake e Kanye) la terza (Little Simz) gode. Il miglior album hip-hop dell’anno è dell’artista londinese dal flow assassino che spazia dal grime al soul all’afrobeat con una sicurezza incredibile. Point and Kill è in heavy rotation su tutti i miei dispositivi da quando è uscita, per dire.

Fatigue (L’Rain)

Scoperta dal vivo per caso a Club2Club, L’Rain (Taja Cheek) da Brooklyn ha confezionato un album perfetto per l’era pandemica, tra frammenti di free jazz, rumorismo, ambient, beat hip-hop low-fi, gospel e neo-soul. Fatigue è la fatica accumulata negli ultimi due anni, che qui si sente tutta e viene trasfigurata.

Magica Musica (Venerus)

Venerus ha fatto il miracolo di portare nella musica italiana un mix di avant-pop, soul ed elettronica che finora avevamo sentito arrivare solo dai paesi anglofoni. Magica musica è un album denso, senza un suono fuoriposto, con una produzione incredibile (di Mace) e con momenti irresistibili (io ho un debole per “Fuori fuori fuori” e “Sei acqua”).

Song Machine S1 Strange Dayz (Gorillaz)

Sì, ho barato, quest’album è del 2020 ma ha contraddistinto per me questo anno assurdo con le sue canzoni sghembe e con il singolo di traino cantato dal mio amatissimo Robert Smith, sempre in forma. Strange Dayz, proprio come quelli che abbiamo vissuto in questi mesi.

OBE (Mace)

Mace è il producer più interessante che abbiamo in Italia, e il suo album OBE (Out of Body Experience) è lì a dimostrarlo. Molti featuring interessanti (Venerus, Blanco, Salmo, Chiello, Gemitaiz, Rkomi, Ketama126, Guè, Madame, per fare alcuni nomi) ma soprattutto un superamento della trap in favore di un pop italiano elettronico e urban veramente adulto.

Donda (Kanye West)

Impossibile non averlo ascoltato quest’anno. Il decimo album di Kanye ha una durata smisurata, è tutto nero (a lutto) ed è dedicato alla madre morta Donda. Detto ciò, è un’opera intensa e a volte un po’ avvitata su sé stessa ma che si fa ascoltare e riascoltare per trovare nuove sfumature. E poi è sempre Kanye.

Colourgrade (Tirzah)

Ancora meno strutturato di Devotion, il nuovo album di Tirzah è super intimista, un acquerello elettronico sognante e crepuscolare. Sentito dal vivo è come essere avvolto da una coperta calda e morbidosa, che ha un profumo strano e un po’ intossicante.

La terza estate dell’amore (Cosmo)

Cosmo ha fatto un disco che magari non è il suo migliore ma è un manifesto di resistenza corporale ed elettronica al distanziamento sociale. Con i suoi beat, la sua voglia di ballare e le sue melodie sempre appiccicose questo album vuole farci tornare a sudare, a stare insieme e a vivere appunto una “terza estate dell’amore”. Io faccio tantissimo il tifo per lui.

Friends that Break Your Heart (James Blake)

Siamo sempre in territorio urban / electronica / cantautorato intimista, e qui James Blake mi sta basso in classifica perché questo album non è un capolavoro come Assume Form e la forma-canzone se vogliamo è “più tradizionale” e vira alla semplicità del folk. Però bello.

Daddy’s Home (St. Vincent)

Annie Clark ha fatto il sorpresone dell’anno confezionando un album filologicamente rock blues di matrice seventies. Cioè, sembra un’altra artista del tutto. Ma la cosa non è poi negativa, anzi. L’album come si capisce è dedicato al padre e riprende in tutto e per tutto quel tipo di rock che animava le strade di New York quando il padre era pischello. Curiosissimo.

Medioego (Inoki)

Ragazzi, è tornato Inoki dopo 7 anni di silenzio e spacca di brutto come sempre. Uno dei migliori rapper “storici” che abbiamo in Italia, qui impreziosito da produzioni del livello di Crookers, Salmo, Chris Nolan, lasciato libero di volare alto con un flow old skool sempre all’altezza della situazione.

Chemtrails over the Country Club (Lana del Rey)

Niente, per me qualunque cosa faccia Lana Del Rey è comunque un “album dell’anno”, anche se stavolta è uscita con due album (c’è anche Blue Banisters) e c’è l’imbarazzo della scelta. Lana è sempre lei, e appena parte White Dress sei conquistato e non hai più speranza.

Epsilon (Jolly Mare)

Una piccola perla poco conosciuta del panorama italiano elettronico odierno. Jolly Mare (il pugliese Fabrizio Martina) confeziona un album ricco di groove, funky e psichedelia, appoggiato su tappeti di synth che ricordano a volte Tony Esposito, altre volte Franco Battiato, più spesso Tullio de Piscopo se avesse incontrato i Kraftwerk. Tutta l’estate ho sentito solo questo.

Noi, loro, gli altri (Marracash)

Arriva a fine anno e sbaraglia il rap italiano con un nuovo disco che magari non è totale come Persona, ma è comunque la dimostrazione che Marra è veramente il king del rap. Testi intelligenti, storie che si fanno seguire, e una punta di nostalgia nineties per il pop di Infinite Love con Guè, che è la mia canzone di Natale.

Montero (Lil Nas X)

Ho visto il futuro del pop e il suo nome è… vabbè, dai, Lil Nas X può piacere o meno. Per me è un fenomeno assoluto. Chiaramente come tutti i fenomeni pop è un prodotto multimediale in cui la musica è solo uno dei molti componenti, e tuttavia Montero è un album piacevole ed è ideale per capire dove sta andando il pop nel 2021.

Carnage (Nick Cave / Warren Ellis)

Il mio amore per Nick Cave non scema nemmeno di fronte a Carnage, l’album della pandemia. Più difficile di Ghosteen, o forse semplicemente difficile in modo diverso, questo è l’album dove “& The Bad Seeds” scompare in favore di “& Warren Ellis”, e infatti le sonorità sono molto più secche. Però è un must.

Madame (Madame)

Madame per me è una sorpresa continua, e vorrei dire che – piaccia o no – è una delle poche performer italiane che riconosci al volo qualsiasi cosa faccia. L’album d’esordio ha qualche piccola caduta (ci stava magari mettere meno pezzi) ma fa veramente ben sperare per un’artista che rappresenta bene il nostro panorama urban.

Happier than Ever (Billie Eilish)

Billie è cresciuta e si muove in territorio pop/urban con una consapevolezza incredibile, aiutata dal fratello produttore (ma testi e musiche sono suoi). Ci sono ancora episodi electro che richiamano il primo album ma ora ci sono anche sonorità più mature che vanno dalla psichedelia a broadway passando per la bossa nova (!!!). Adorabile.

Promises (Floating Points / Pharoah Sanders / London Symphony Orchestra)

Fuori da ogni schema, potrebbe essere al ventesimo come al primo posto assoluto, l’outsider di questa lista è un disco etereo e paradisiaco, che mescola il jazz del saxofonista ottantenne Pharoah Sanders con l’elettronica di Floating Points. Una suite unica in 9 movimenti accompagnata dalla London Symphony Orchestra da ascoltare con attenzione e in stato meditativo (meglio di notte al buio). Adatto a chi vuole sentire qualcosa di assolutamente nuovo e al tempo stesso antichissimo.

ULTIMATE LIST PANDEMIC EDITION

Fan delle liste di fine anno? Perfetto. Detrattore delle liste di fine anno? Fottesega, le liste arrivano. Le liste travolgono. Le liste lasciano macerie.

Due parole di spiegazione sull’immagine che accompagna questo lungo post (mettiti comodo, ne avrai per un po’). Si tratta di un dettaglio del Codex Mexicanus, un agile volumetto che un gruppo di intellettuali aztechi decise di compilare qualche decennio dopo l’invasione spagnola, per raccogliere tutte le informazioni in loro possesso su questi strani “cristiani” e per testimoniare la storia e la civiltà azteca prima del collasso dovuto (anche) alle epidemie di malattie sconosciute. Non so, stavo pensando a come l’arte ci può in qualche modo salvare dalla pandemia e mi è venuto fuori questo.
Appropriato, no?
Andiamo a incominciare.

BEST MOVIES

JOJO RABBIT
Il primo film che ho visto quest’anno, resta il più amato. La satira toccante di Taika Waititi sul nazismo, supportata da attori (adulti e bambini) efficaci e ben diretti.

SWEET THING
Uno degli ultimi film visti quest’anno, capolavoro indie cassavetesiano (se si può usare questo aggettivo) di Alexandre Rockwell. Anche qui attori bambini molto in palla.

I’M THINKING OF ENDING THINGS
Charlie Kaufman ci ha regalato questo incubo surreale e labirintico su una storia d’amore tutta “mentale”, uno dei migliori film dell’anno.

MANK
David Fincher propone una riflessione sul cinema degli anni ’30 e ’40 mimetizzandosi completamente in quel mondo (un backstage romanzato di Quarto Potere che dice molto sulla macchina cinema).

WOLFWALKERS
Capolavoro arrivato a fine anno, il film di Tomm Moore prosegue il discorso sulle leggende irlandesi avviato con The Secret of Kells e ci regala una storia avvincente e profonda su due bambine-lupo.

A MACHINE TO LIVE IN
Il miglior documentario visto quest’anno, sulla città di Brasilia: si comporta come un film di fantascienza filosofico e ha delle punte di surrealismo estremo.

FAVOLACCE
Il miglior film italiano dell’anno, sognante, misterioso, dolorosissimo. Il sadismo, la passività, la disperazione. Bambini annichiliti. Fratelli D’Innocenzo bravissimi.

THE COLOR OUT OF SPACE
Nicholas Cage sbrocca nel nuovo film (dopo 12 anni!) di Richard Stanley tratto da Lovecraft (e ho detto tutto). Ah, no, gli alpaca!

WEATHERING WITH YOU
Il nuovo anime di Makoto Shinkai è un noir/fantastico/quotidiano che convince pur essendo meno ruffiano e “popolare” di Your Name.

PENINSULA
Quasi un sequel di Train to Busan, uno dei film asiatici più apprezzati quest’anno. Action / Horror con gli zombie coreani che – sia sa – sono velocissimi e snodatissimi.

FRIED BARRY
La rivelazione trash del Torino Film Festival, un trip psichedelico e disgustoso di un’ora e mezza su un alieno che prende possesso del corpo di un eroinomane. Imperdibile.

MOVING ON
Sempre dal TFF, un delicato film coreano che racconta storie familiari di lutti e quotidianità con un piglio che richiama alla mente Ozu.

DA 5 BLOODS
L’ipertrofico film di Spike Lee sui 5 G.I. di colore che vanno a ricercare un tesoro nascosto in Vietnam. Avventuroso, politico, è l’ultima interpretazione del compianto Chadwick Boseman.

CALAMITY
Animazione francese al suo top per la storia della bambina Martha Jane Cannary, da adulta conosciuta come Calamity Jane. Empowerment al femminile, vecchio west e ottima colonna sonora.

HAMILTON
L’outsider. Film di riprese in teatro che aggiunge una dimensione cinetica alla rappresentazione già fuori scala del più famoso musical degli ultimi anni. Coinvolgente.

BEST TV SERIES

THE MIDNIGHT GOSPEL
La serie animata da Pendleton Ward basata sul podcast di Duncan Trussell. Psichedelia, filosofia, chiacchiere e illuminazioni zen.

LOVECRAFT COUNTRY
Una delle serie più interessanti dell’anno, che coniuga orrore lovecraftiano e denuncia sociale. Non a caso prodotta da Jordan Peele e JJ Abrams

THE MANDALORIAN S2
Le avventure di Mando continuano ad essere la cosa più bella uscita dall’universo narrativo di Star Wars in almeno un decennio. Semplicità, coerenza, spade laser.

THE QUEEN’S GAMBIT
Miniserie che ha tutto al suo posto per piacere a tutti. Buona regia, sceneggiatura, recitazione, forse un po’ troppo leccata, ma interessante.

THE PROMISED NEVERLAND
La serie anime che mi ha colpito di più nel 2020, attendo con ansia il seguito. Bambini, orfanotrofio, demoni che si nutrono di bambini, istitutrici malefiche, fughe ed evasioni. Meraviglioso.

THE OUTSIDER
Da Stephen King, la serie HBO come da tradizione cupa e livida, molto azzeccata anche se ogni volta che si sente dire “El Cuco” scappa un po’ da ridere.

STEVEN UNIVERSE FUTURE
L’epilogo della saga di Rebecca Sugar esplora cosa succede all’eroe dopo il trionfo. Non sono tutte rose e fiori, e la miniserie animata esplora disagio psichico, accettazione di sé e traumi infantili.

TIGER KING
La serie documentaria dell’anno. Come sia possibile appassionarmi a personaggi così resta tuttora un mistero per me. Eppure da Tiger King si riesce a capire molto dell’America.

ON MY BLOCK S3
Serie molto sottostimata di Netflix che unisce teen drama e comedy, ambientata nei sobborghi di L.A. Dovrebbe essere la stagione conclusiva, purtroppo (finale un po’ tirato via): speravo in una quarta.

PEN15 S2
Sempre più cringe le avventure di Maya e Anna, le due tredicenni (interpretate però dai loro alter ego trentenni) in cerca di un posto nella durissima vita della junior high. Su Hulu.

COBRA KAI S2
Slowburner prima su YouTube poi su Netflix: Cobra Kai è tutto ciò che un cinquantenne di oggi può volere da una serie tv che riprende i suoi anni ’80 e li ripropone in un contesto “da cinquantenni”. Mazzate e nostalgia, cosa volere di più?

NORMAL PEOPLE
La serie Hulu tratta dal romanzo culto di Sally Rooney è spaccacuore tanto quanto il libro: la storia tra Marianne e Connell dalla high school al Trinity College è una lente di ingrandimento sulle relazioni sentimentali che non si vedeva da tempo.

SEX EDUCATION S2
Tra le serie comedy viste quest’anno certamente una delle migliori, grazie anche all’alchimia tra i personaggi interpretati da Asa Butterfield e Gillian Anderson. Il figlio nerd della sessuologa che fa da counselor ai compagni di scuola è sempre più nei casini…

LOCKE & KEY
Simpatico fantasy horror per famiglie che ha contrassegnato l’inizio del mio 2020, quando ancora non si parlava di lockdown.

BEST ALBUMS

FETCH THE BOLT CUTTERS
Fiona Apple in modalità “uragano creativo” durante il lockdown ha prodotto certamente l’album dell’anno e uno dei suoi più memorabili.

A HERO’S DEATH
La rinascita del post punk (dopo un album d’esordio già folgorante) a cura degli irlandesi Fontaines D.C. Epico.

MISS COLOMBIA
Electronica e Cumbia: Lido Pimienta sa come mescolarle e offrirci una delle migliori sorprese del 2020.

SET MY HEART ON FIRE IMMEDIATELY
Perfume Genius al suo quinto album si riconferma un degno erede di quel modo di scrivere canzoni che è anche di Antony / Anohni.

ULTRA MONO
Sempre post punk, sempre chitarroni, sempre più fighi. Gli Idles sono quelli che quest’anno mi hanno dato parecchia carica.

THE ASCENSION
Un Sufjan Stevens al suo meglio, che dall’electro ricca di glitch sonori riesce a tirar fuori il suo album più pop.

FUTURE NOSTALGIA
Parlando di pop, quest’anno nulla eguaglia il lavoro di Dua Lipa, che partendo dalle sue influenze più evidenti (Madonna, Daft Punk) e con l’aiuto di una produzione ineccepibile sforna una serie di canzoni che rimarranno nelle orecchie a lungo…

MISS ANTHROPOCENE
Grimes confeziona un quarto album con risultati altalenanti ma molto interessante nella commistione di pop, electro, ambient e dance-rock. A volte un po’ pesante, ma godibile.

3.15.20
L’album del lockdown per Childish Gambino, uscito proprio con la prima ondata del Covid, è un caleidoscopio di ritmi e beat da capogiro. In particolare “algoritmi” :-)

1995
L’album “perduto” di Kruder e Dorfmeister è costituito da tracce realizzate appunto nel 1995. Eppure, suona come una cosa di oggi, ed è uno dei dischi più belli dell’anno.

AFTER HOURS
The Weeknd esce con un concept album che è l’epitome del pop / urban / elettronico del decennio, immerso in luci da Las Vegas e tematiche pulp.

FOLKLORE
Taylor Swift durante il lockdown ha pubblicato due album (questo è il primo) che in qualche modo ribaltano la percezione di diva pop che negli ultimi anni l’ha accompagnata. Songwriting pulito, atmosfere rarefatte, una sorpresa.

THE SLOW RUSH
I Tame Impala proseguono nel loro pastiche psichedelico da camera, con un album meno interessante dei precedenti ma sciolto, fluente, soft. Comunque molto godibile.

BIR TAWIL
Lo so, avrei dovuto mettere Bloody Vinyl 3 come exploit italiano dell’anno, ma la più recente fatica di Dargen D’Amico (uscita proprio a dicembre) mi riconcilia con i beat nostrani e mi fa riscoprire un po’ di spirito hip hop e di STILE a palla.

MAP OF THE SOUL: 7
Il paradigma del K-pop ormai assurto a fenomeno mondiale nel concept album dei coreani BTS, ormai più famosi di Gesù Cristo. Un prodotto confezionato ad arte, un po’ ipertrofico ma interessante.

BEST BOOKS

IL BUIO OLTRE LA SIEPE
Il classico di Harper Lee. Non lo avevo mai letto, ne ho trovato una prima edizione italiana su una bancarella, e me ne sono innamorato. Completa la visione del film.

MANUALE PER RAGAZZE RIVOLUZIONARIE
Il saggio “vecchio” (nel senso che adesso ce n’è uno nuovo) di Giulia Blasi sul patriarcato e come combatterlo. Un manuale che dovrebbero leggere tutti indipendentemente dal genere e dall’età.

VIVERE MILLE VITE
Saggio autobiografico/filosofico di Lorenzo Fantoni a tema videogames. Leggibile a sprazzi o tutto d’un fiato, comunque affascinante – anche per chi non è molto addentro al tema.

ANDRÀ TUTTO BENE
La raccolta delle vignette su Instagram di Leo Ortolani legate alla pandemia, al lockdown è fondamentale per capire l’Italia del 2020.

Andrà tutto bene di [Leo Ortolani]

SCHELETRI
Chevvelodicoaffà, l’ultimo di Zerocalcare è una spanna sopra i precedenti. Sarà per il filtro “thriller” che Zero ha applicato al suo consueto autobiografismo. Più sangue, più droga, più violenza, ma sempre nelle corde del fumettista di Rebibbia.

Scheletri di [Zerocalcare]

NEL CONTAGIO
Il libello (che bella parola) di Paolo Giordano è il degno compagno (serio) delle vignette di Ortolani. Molto lucido.

SVUOTA IL CARRELLO 
Il saggio di Gianluca Diegoli che fa capire il marketing anche alle capre (come me) e funziona sia da agile manuale per i marketer in erba, sia da strumento di difesa per il consumatore consapevole.

A PROPOSITO DI NIENTE
L’autobiografia di Woody Allen. Che insomma, a me è piaciuta.

MERCEDES
Il graphic novel di Daniel Cuello che ha vinto il premio Micheluzzi legge la società odierna attraverso la lente di un personaggio “odioso”, una donna di potere caduta in disgrazia.

Mercedes di [Daniel Cuello]

OPERETTE MORALI
Il classico che non ti aspetti, l’unico libro che vale veramente la pena leggere in questo 2020. Leopardi is the way.

BEST OF WEB / SOCIAL / NEWSLETTER

PUBLIC DOMAIN REVIEW
La newsletter sorprendente del 2020, ricevo via mail immagini e grafiche sensazionali di due o tre secoli fa.
https://publicdomainreview.org

CORONAVIRUS DAL POST
La newsletter del Post ha segnato il 2020 con aggiornamenti puntuali, corretti, esplicativi e mai ansiogeni sulla pandemia.
https://ilpost.us8.list-manage.com/subscribe

DECADE 77-87
Una delle pagine Facebook che amo di più, ogni giorno propone clip commentati di canzoni post punk / new wave / goth / electro / industrial / synthpop scelte in quel range temporale.
https://www.facebook.com/decadeclub77

POLPETTE
La newsletter del Vanz non è una novità del 2020 ma mi piace citarla perché è diventata un appuntamento molto atteso (ambiente, clima, Asia, nerdate varie).
https://vanz.substack.com

DRUSILLA FOER
I video di Drusilla su Facebook Watch sono una delle cose che ha reso più leggero il 2020.
https://www.facebook.com/drusilla.foer

VENTENNI PAPERONI
Per me è diventato in pochi giorni dal lancio un sito di riferimento: si parte da Disney e dai trivia legati a fumetti e animazione per leggere il mondo contemporaneo.
https://www.ventennipaperoni.com

BE UNSOCIAL
Il gruppo / pagina / ora anche newsletter dell’antropologa digitale Alice Avallone offre sempre spunti interessanti per analizzare il sistema dei media digitali.
https://www.facebook.com/beunsocial.it

PRACTICAL EFFECTS GROUP
Uno dei rarissimi gruppi Facebook cui mi sono iscritto, e uno dei migliori. Ci sono sempre dei backstage dedicati agli effetti prostetici da urlo.
https://www.facebook.com/groups/165380038268

GOLDEN AGE OF ILLUSTRATION ARCHIVE
Il secondo gruppo Facebook imprescindibile cui mi sono iscritto quest’anno, il nome dice più o meno tutto.
https://www.facebook.com/groups/423796811729266

151EG
Seguo poco gli youtuber in generale, ma seguo moltissimo 151EG. Un produttore seriale di video a tema animazione dalla cultura sterminata e dall’approccio molto onesto.
https://www.youtube.com/user/151eg

C’È POSTA PER CASTO
Immanuel Casto è un personaggio che seguo da anni, ma nel 2020 ha lanciato questo format di posta del cuore (un po’ stile Dan Savage su Internazionale) che spacca.
https://www.twitch.tv/immanuel__casto

KOSELIG
Altra newsletter che seguo da anni ma mi piace ricordare perché nel 2020 è diventata più agile e più necessaria, Koselig di Mafe De Baggis (comunicazione, digital, libri, acquisti).
https://mafedebaggis.us1.list-manage.com/subscribe

HELLA NETWORK
Come dice il nome, un network di professionist* della comunicazione dedit* a smontare l’intreccio tra comunicazione e patriarcato. Dalla loro pagina Facebook, diversi spunti interessanti per il lavoro del giornalista / copywriter.
https://www.facebook.com/HellaNetwork

EXTRACOLAS
La newsletter di Emiliano Colasanti. Lui di musica ci capisce sul serio. E anche quando racconta i cazzi suoi è illuminante.
https://extracolas.substack.com

ARCHIVIO STORICO LA STAMPA
Uno dei miei siti di riferimento, sembrava dovesse sparire a fine 2020 ma è di pochi giorni fa la notizia del salvataggio. Siamo tutti molto grati.
http://www.archiviolastampa.it

Poi ci sarebbero mille altri libri, dischi, film, serie tv, siti, newsletter e pagine da citare che magari non mi sono venuti in mente, o che non ho fatto in tempo a vedere, o che magari sono usciti dopo il 15 dicembre e quindi finiranno d’ufficio nel listone 2021. Intanto però direi che di roba da recuperare ne avete, sempre che vi fidiate del vostro amichevole blogger di quartiere.