PRIMA DI PARTIRE PER UN LUNGO VIAGGIO…
…assicurati di avere abbastanza boxer puliti! Ma siccome ho lavorato anche la settimana di Ferragosto, di questo si è occupata la mitica Savage Wife che negli ultimi giorni si è addirittura prodotta in un numero di aerial wireless cupboard cleaning (pulizia della cima del guardaroba). Ma passiamo subito alla lista delle sfighe dell’ultima settimana: si è rotto definitivamente il frigorifero costringendoci ad un improvviso quanto improvvido acquisto non previsto. Fortunatamente da Darty facevano buone offerte (e poi loro son precisini, ve li consiglio, ritirano anche l’usato) e un nuovo Whirlpool un po’ più grosso di quello prima ha fatto oggi la sua comparsa in cucina come un monolito di acciaio nel caos di CasaIzzo. Poi che altro: a casa di mia madre il boiler perde, il cesso si allaga, l’idraulico impazza. Ho perso un libretto di assegni e ho dovuto fare la consueta trafila di code per denunciarlo. Ho dovuto contestare una multa (130 minuti di attesa per sbrigare la cosa in 50 secondi). Intanto sul fronte attività varie ed eventuali ho finito il mio reportage dalla seconda vita (dove ho anche incontrato una vecchia conoscenza dall’avatar molto gnocco) che il buon Sergio pubblicherà a puntate su Apogeo fino al mio ritorno (ehi, psssst! Le foto sono su Flickr!), ho fatto i miei ultimi acquisti pre-vacanze, ho cazzeggiato cercando una sissy bar bag per il mio ritorno in grande stile e ho sghignazzato guardando gli 8 geniali episodi di Chad Vader. E adesso non mi sembra vero. Tutti i blogger tornano dalle vacanze e io parto a giorni per le Azzorre. Dove spero di non incontrare nessuno che parli italiano. Dove le uniche apparecchiature elettroniche ammesse sono una fotocamera e un lettore mp3. Dove la connessione continua sarà completamente staccata. Le Azzorre (dicono) sono una via di mezzo tra l’Irlanda e le Hawaii. Speriamo bene. Perché come dire, c’è anche il famoso anticiclone delle Azzorre. Però pare che ci siano 25 gradi tutto l’anno. Allora adeus, obrigado, boa viagem e parabéns a tutti! Atè logo…
Tag: vacanze, sfiga, frigorifero, second life, azzorre
MEMORIE DALLA STANZA DELL’ORGIA
Continuiamo con questa piccante serie di post estivi, ché tanto qui non c’è nessuno che mi ascolta e anche se qualcuno mi leggesse sarebbe interessato al massimo al gossip e al sesso. Quindi, gossip e sesso sia. Di norma non sono uno di quelli che fa pubblicità sul blog per altre sue attività (probabilmente dovrei, ma non so… non mi viene). Comunque sta di fatto che su Apogeo c’è una sorta di reportage allucinato su Second Life da parte del mio avatar Zygmunt (una cosa a puntate, per ora è uscita solo la prima). Il classico pezzo estivo, un po’ delirante, semiserio ma esplorativo, più per impreparati della seconda vita (come me) che per gli esperti. Ebbene, volevo approfondire, in una sorta di "scena extra" un argomento che nel mio reportage ho per ovvi motivi solo accennato. E cioè le nuove frontiere del sesso virtuale. Interessa? Voglio dire: quali sono i motivi per entrare in Second Life? Direi: 1) curiosità; 2) chattare; 3) fare sesso con gli avatar; 4) fare soldi con gli avatar; 5) contribuire a creare un mondo di user generated content. Laddove il primo motivo è sacrosanto per tutti e l’ultimo è una pia intenzione in pochi eletti che capiscono di disegno 3D, il terzo motivo è preponderante. Non si spiegherebbe, sennò, la quasi totale desertificazione del 90% delle isole e il sovraffollamento di posti come la Neva Naughty Orgy Room, che pare appunto una delle isole più popolari di SL. Cosa succede in questa stanza dell’orgia? E’ presto detto: ci si spoglia nudi e si va a caccia di avatar con i quali divertirsi nella posizione dei cagnolini, in quella dell’ostrica, in quella di Leda e il cigno, in quella dell’innaffiatoio, e in mille altre varianti proposte dalle pallette colorate con gli script adatti per lui e per lei. Qua e là si vedono singoli personaggi maschili o femminili che si muovono ritmicamente in pose lascive, e si capisce che stanno provando (da soli) una certa configurazione erotica. In genere dopo qualche secondo si unisce subito qualcuno e la scena acquista un suo perché. Il problema mio, come di tutti i newbie, è che non ho il pisello. O meglio, non ce lo avevo, anche perché uno dei più grossi business di SL è quello di vendere cazzi superaccessoriati di ogni forma e colore, che possono essere a riposo, in erezione e perfino barzotti. Possono in definitiva riprodurre qualsiasi funzione degli omologhi di carne. E costano una fucilata. Però una biondina compiacente mi ha fatto notare che esistono pure i cazzi aggratis. Grezzi, sì, affetti da incontenibile priapismo, poco realistici in quanto enormi. Ma insomma, fanno la loro porca figura. Ed ecco che con quell’appendice tra le gambe, tutto cambia e le ragazze ti si incollano addosso. Un’esperienza un po’ straniante che però va fatta per esplorare tutte le possibili funzioni di SL. Il problema si pone quando Stefi si avvicina al PC e mi chiede con voce a metà tra il gelido e il sarcastico "Si può sapere che stai facendo?". La mia sincerissima risposta "Sto avendo un rapporto sessuale con due gemelle assatanate… ma è per lavoro!" causa un fremito del naso e l’inarcatura di un sopracciglio nella mia dolce metà. Osserva per un attimo la scena e poi sentenzia "Te lo sei fatto più grosso, eh?". Colpito e affondato.
Tag: second life, giornalismo, sex, orgy, penis
MA VIENE PRIMA IL PISELLO O LA PATATA?
Vi fermo subito, porcellini… Non intendo “viene” in quel senso che avete pensato voi. E tuttavia intendo, con il riferimento agli ortaggi “pisello” e “patata” proprio quello che avete immaginato. Ossia il fallo e la vagina. Sta di fatto che con Léaud si discuteva (potenza della stagione estiva) sui massimi sistemi e sull’origine della vita. E io mi domandavo questo. Avete presente il famoso e bellissimo quadro di Gustave Courbet, “L’origine du monde“? Se non l’avete presente cliccate sul link e preparatevi ad una bella sorpresa. Dunque, Courbet pensava a ragione che una vagina cosmica – principio femminile – abbia generato l’esistente. Ma noi sappiamo (e se non lo sapete informatevi) che la vagina per generare ha bisogno del seme che solo il fallo cosmico – principio maschile – può offrirle. E qui non mi dilungo a linkarvi scene di priapismo pompeiano o di oscenità rituali apotropaiche. Da qui il semplice ma ineffabile dubbio: viene prima il fallo o la vagina? Perché anche il fallo, come ogni cosa esistente, è generato da una vagina eppure la vagina non può generare senza fallo. L’uno non potrebbe esistere senza l’altra e viceversa. Guardate che è un quesito affascinante! Voi cosa ne pensate?
Tag: fallo, vagina, cosmo, creazionismo
EFFETTO MADELEINE (A ME PROUST MI FA UNA PIPPA)
Sapete, no, come funziona il senso dell’olfatto. Se non lo sapete, un attimo solo che vado a mettermi il camice da Sapientino Interattivo e ve lo dico io. Ci sono queste molecole di odore, che vagano per l’aere e vengono intercettate dai recettori olfattivi lì alla radice del naso. L’informazione viene tradotta in impulso nervoso che insomma per farla breve arriva all’ipotalamo e all’amigdala (no, non è la regina di Star Wars). E quelle sono parti del cervello che non scherzano, sono ben nascoste. Sono primitive. Ecco spiegato perché l’olfatto dà a molti l’impressione di un senso animalesco, da tacitare spruzzando intorno essenza di gelsomino. Invece io, che oltre ad essere sapientino sono anche un po’ una bestia, lo tengo in grandissima considerazione e più spesso di quanto non sembri analizzo il mondo intorno a me con l’aiuto delle mie pinne (nasali). Il problema è che esistono le disosmie (alterazioni del sistema olfattivo) che possono essere portate da disturbi neurologici ma anche solo da bruschi sbalzi di pressione atmosferica. Come in questa stagione di improvvise tempeste tropicali, qui nell’esotica Torino. In questi casi si verifica in me una sorta di iperosmia, uno stato in cui mi arrivano mille odori diversi nello spazio di un secondo (o di un metro quadro). E gli odori così improvvisi scatenano il cosiddetto effetto madeleine – fenomeno descritto in Alla ricerca del tempo perduto in cui l’odore dei biscotti appena sfornati portava Proust a ricordare episodi della sua infanzia. Io durante il tornado di ieri e nei momenti immediatamente successivi ho distinto diversi odori ad effetto madeleine:
- urina stantia
un classico cittadino, scatena ricordi di antichi e amatissimi vespasiani - tabacco da pipa
inusuale, ricorda tardi pomeriggi in campagna con zii e nonni - erba tagliata
più sgradevole di quanto dovrebbe, evoca visioni di esclusivi club lacustri eporediesi - caffè appena torrefatto
una piccola meraviglia urbana che mi ricorda la nonna e il suo macinino - fanghiglia di fiume
anche se siamo a Torino mi ricorda subito la Dora di Ivrea e i suoi ratti muschiati
E se annuso ancora arriva odore di cartoleria, odore di ferramenta, odore di ciabattino e odore di panetteria. Il mix di tutto questo è l’odore della mia città, della mia realtà. E voi ce li avete gli effetti madeleine? Ditemi che non sono l’unico pazzo che va in giro sniffando i muri!
Tag: olfatto, iperosmia, proust, madeleine
VENERE. BIGLIETTO SOLA ANDATA
Quando le facevi tu mi sembravi una palla di neve che scendeva dalla collina. Ti arrotolavi su te stessa tre, quattro volte di seguito e ti fermavi in quel mucchio di foglie secche vicino al muretto. Io ero terrorizzato che tu ti potessi rompere il collo schiantandoti su quella barriera di pietra nuda, ma quando ti rialzavi bullandoti per la riuscita della tua capriola non potevo farne a meno. Dovevo ripeterla, e farti vedere che ci riuscivo anche io. Che ci riuscivo meglio di te. Tutto il pomeriggio.
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NINTENDOMANIA: MOGLI DI POCA FEDE
Avete presente quando le vostre fidanzate / conviventi / mogli cominciano a indagare su cosa esattamente le abbiate regalato per il loro compleanno, magari già una settimana prima del giorno cruciale? E’ quello che succede a me qualche giorno prima del 3 agosto. La domanda "Ma cosa mi hai regalato?" pronunciata con tono giocoso e pieno di aspettativa per le gioie della vita ma al tempo stesso con sguardo inquisitivo e vagamente minaccioso fa crollare ogni anno il mio fermo proposito di non dire nulla e mantenere la sorpresa. Mesi fa, vedendo la pubblicità del Nintendo DS con Nicole Kidman, avevo riscontrato vibrazioni positive da parte della festeggianda nei confronti dell’esperienza videoludica proposta da un non meglio identificato Dr. Kawashima. Ovviamente, mi sono procurato console e gioco nel giro di pochi giorni tenendoli nascosti fino al giorno X. Ma alla domanda cruciale, e al mio rifiuto di parlare, sono seguite altre domande, più incalzanti. "E’ qualcosa di utile?" – no. "E’ qualcosa da indossare?" – non direi. "E’ un libro? Un DVD? Si mangia?" – niente di tutto questo. E qui è cominciato il sospetto. "E’ una roba costosa?" – moderatamente, rispondo, ma penso che ti ci divertirai. "No, perché sai… io avrei bisogno proprio di una borsa". La tipica mazzata pre-compleanno. Ma cazzo le avrò già regalato venti borse in quindici anni! Il secondo atto a casa di amici: "Mi piacerebbe tanto un anello, ma Pietro non me li regala quasi mai"…! Qui la mia psiche crolla e corro ai ripari prendendo anche un anello per buona misura. Arrivati al giorno cruciale, la moglie scarta l’anello e si illumina tutta. Poi scarta il Nintendo DS Lite bianco e dice, con un misto di ammirazione e rimprovero "Ci avrei giurato". Da quel momento, però, non si è ancora staccata dall’oggetto, e la sorprendo nei momenti più impensati a sussurrare alla console "Dr. Kawashima… Dr. Kawashima" o a esclamare "Carta! Forbici! Sasso! Sasso! S-A-S-S-O!!!". Si è procurata a sorpresa una nuova cartuccia dall’emblematico titolo di Cooking Mama e riesce a star sveglia anche dopo le 22 giocando all’impazzata. Disposte ordinatamente su un ripiano, fanno bella mostra di sé le cinque borse che ha ricevuto dagli amici per il compleanno. Per una volta ho rischiato e ho azzeccato!
