FIACCO, FIACCO, FIACCO
Fiacco, fiacco, fiacco. Ma fortunatamente non di quella fiacca malinconica e scazzata che porta a vegetare. Più che altro di quella fiacca intemperante che ti fa desiderare di poltrire a letto più del dovuto, di trastullarti con qualsiasi cosa attiri la tua attenzione, di vagare come un flaneur senza meta. Di non avere uno scopo preciso, insomma. Gli scopi, le mete, i fini, sono sopravvalutati. Specialmente a primavera inoltrata. Meglio rivolgersi ai mezzi. Cosa faccio in questi giorni? Passeggio, guardo sceneggiati RAI degli anni ’60, leggo libri di filosofia, sbrigo le faccende di casa. Ecco, in questi giorni ho scoperto un lato di me stesso che non conoscevo. Ho trapanato un muro da parte a parte, ci ho fatto passare un cavo elettrico nudo e crudo e gli ho successivamente rimontato la spina. Ho sbrinato un frigo. Ho pasticciato con un motore. Forse è maturata in me l’attitudine al bricolage che colpisce prima o poi tutti gli uomini. In ogni caso, faccio cose che mi fanno sentire vivo, ma le faccio pigramente. Motivo per cui dirado un po’ la presenza virtuale. Che bene o male è un po’ associata al lavoro da piccolo operaio del web. Shanti a tutti.
Tag: pigrizia, fiacca, mollezza, trastullo
ELISA LIVE A TORINO
Finalmente il sospirato concerto di Elisa! Due ore e più di potenza vocale, di arrangiamenti spesso inediti, di florilegio dal repertorio chitarrone e da quello ultra intimista. E io che la seguo dal ’97 mi complimento mentalmente con lei per la carriera fatta, anche se la odio per essersi tagliata i capelli ed avere assunto un look che la confonde pericolosamente con Alexia. Più di una volta Elisa ti frega e ti fa sfuggire la lacrima (basta, ultimamente qui ci si commuove per un nonnulla – anche per il fatto che le Spice Girls tornano insieme!). Vero è che “Eppure sentire (un senso di te)” è probabilmente la sua canzone più bella da cinque anni a questa parte, ma per favore, fatela cantare in inglese che alla fine è la cosa in cui riesce meglio! Ottimo concerto, comunque! Qualche foto su Flickr…
UN INTERVALLO DURATO CINQUE ANNI
Sarò un puro di cuore, ma a me vedere Biagi che ricomincia dopo un "intervallo durato 5 anni" con il suo Rotocalco Televisivo fa sgorgare la lacrimuccia. Fin dalla sigla (una scheggia di coerenza e serietà televisiva molto pre-1980) RT mette in campo frasi topiche tratte dalla Costituzione. L’effetto è veramente quello di ritrovare un volto amico dopo cinque anni di oscurità intellettuale e culturale. Biagi è anziano, si commuove a ogni piè sospinto e la voce gli trema sempre, come è normale per quello che ormai è il nonno del giornalismo italiano. Ottimo inizio con la puntata speciale sulle resistenze (e grande intervista a Roberto Saviano). Imprescindibile, inossidabile Biagi!
Tag: enzo biagi, RT, roberto saviano
MAI DIRE WEB 2.0
Ci sono due quesiti che mi ronzano in testa in questi giorni, relativamente allo scintillante mondo del web 2.0. Il primo riguarda il microblogging di Twitter (ma anche di Tumblr, se è per questo). La mia domanda è: ma è possibile che tutti gli amici di cui ricevo i post su GTalk siano assolutamente e invariabilmente ultra-geek? Voglio dire, non passa giornata senza che scoprano una nuova applicazione sociale, che aggiornino freneticamente siti, che partecipino a conferenze, barcamp e incontri in tutta la penisola, che rilascino nuove beta, che smontino il loro Mac preferito o installino una nuova release di Ubuntu! Ragazzi/e! Vista la frequenza dei "cinguettii" devo dedurre che non c’è spazio per l’arte, la vita, la natura, il sesso, la casa, le pulizie, i lavori manuali, la spesa… Non ci arrivo, veramente! Illuminatemi! O andate tutti all’università, o siete tutti nel mitico limbo quinquennale che passa invariabilmente tra la laurea e il primo contratto vagamente serio! E io mi sento vecchio vecchio vecchio. Il secondo quesito riguarda l’effettiva utilità di alcuni servizi che, grazie alla serendipità cui mi compiaccio di abbandonarmi, si presentano sul mio browser. Prendiamo ad esempio Emotionr (ma perdio, un po’ di fantasia in più nei nomi non guasterebbe, eh?): un’imprescindibile inutilità di quelle da "mai più senza" del compiano foglio satirico Cuore! Eppure non c’è niente da fare: vuoi mettere che bello far sapere al mondo quanto sei felice da uno a dieci e sapere che il mondo, in questo momento è globalmente felice per 6.46 punti? Urge una rubrica tipo "Mai dire Web 2.0", altro che "Piccole Pratiche"… Tanto prima o poi i servizi utili li esaurirò, e allora caro Sergio, potrai iniziare a tremare…
Tag: twitter, tumblr, geek, emotionr, serendipity, inutility
L’ONDA LUNGA DELLA CREATIVITA’
Parliamo di creatività. I miei amici in questo periodo stanno di nuovo avendo un onda positiva di creatività pur se frammentaria. Io – lo ammetto – li guardo con ammirazione e invidia dal mio cantuccio spoglio e oscuro, e penso che la mia creatività è ridotta a zero, anzi a meno di zero. Penso che persino le mie capacità organizzative stiano vacillando. Insomma non solo non ho idee, ma non riesco nemmeno a sviluppare i frammenti di immagine che mi arrivano in qualcosa di concreto. Lo dico con grande amarezza, perché solo un paio di anni fa avrei scritto anche due o tre storie diverse a partire da una singola immagine. Ma non ci sto più dentro e spesso temo che questo calo creativo sia irreversibile. Voler fare una cosa e vedere che non ci riesci… La sindrome della pagina bianca anche per semplici racconti o in molti casi anche per un post sul blog… Persino le mie foto non raccontano più una storia, ma rappresentano solo geometrie. Ecco, io vivo in Flatlandia da più di un anno. Gli stimoli mi arrivano, è che non riesco più a farli fruttare, sento che "le cose della vita" mi prosciugano. Che fare? Attendere che passi cercando di nutrirmi sempre al meglio di buoni libri, buona musica e buoni film? Questa la situazione. Poi, ieri, un piccolo lampo. Due, tre sinapsi che si illuminano, collegano un’umore, un viso, un ambiente. E nasce quello che aspetto da mesi. Che se ne faccia qualcosa oppure no, sono felice. Lo sto buttando giù, e le parole scorrono come un rubinetto aperto, le mani non ci stanno dietro. Forse qualcosa sta cambiando, nonostante le scadenze fiscali…
Tag: creatività, fiction
ADDIO KURT VONNEGUT
Kurt Vonnegut se n’è andato. Mi piace pensare che ora sia in una dimensione parallela popolata da personaggi e situazioni degne dei suoi libri. Vonnegut, al pari di Salinger, mi ha stregato quando ero adolescente e ho letto per la prima volta Mattatoio n. 5. Da allora il nostro rapporto tutto letterario è andato avanti tra alti e bassi, tra abbandoni e frequentazioni fino al suo ultimo grande libro Un uomo senza patria. Vonnegut non è soltanto necessario a chiunque ami la fantascienza (i suoi romanzi caustici e ironici stanno nel mio scaffale tra Heinlein e Adams) ma è necessario a chiunque voglia capire il mondo, l’uomo, sé stesso. A me è servito molto. Perciò god bless you, mr. Pilgrim, e grazie di tutto.
Tag: kurt vonnegut, addio
