LA MINCHIATA DI FINE ANNO

L’ottimista sta in piedi fino a mezzanotte, per vedere la nascita del nuovo anno. Il pessimista sta in piedi fino a mezzanotte, per assicurarsi che l’anno vecchio muoia davvero… Quindi vedete voi. Io mi limito ad augurarvi di cuore che tutto vi sia leggero nel 2007.

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NANNI SALVACI TU!

Ho preferito tener duro fino a oggi, su questo balletto del "Nanni sì Nanni no" intorno al nostro Festival di Torino. Ora però abbiamo passato il limite. Sul quotidiano cittadino, ripetuti inviti a non incorrere nella solita, torinesissima, sindrome di Tafazzi. Nanni Moretti ha detto no giustamente al nostro Festival. Perché sa benissimo che è meglio evitare di impantanarsi nelle nostre beghe e nelle nostre "questioni di metodo" (come elegantemente le chiama lui). Ora tutta la colpa è del barone Rondolino e dei suoi sgherri Turigliatto e Vallan che hanno osato "schierarsi" con l’Associazione Cinema Giovani. Ma forse le cose non sono così semplici. Al di là dei rancori evidentemente più personali che politici che stanno alla base del problema (vedi anche le dimissioni di Barbera e l’amarezza di Steve Della Casa), c’è secondo me un equivoco di fondo. D’accordo, Nanni Moretti (come peraltro anche Dario Argento) è un regista notissimo che ama sinceramente il nostro festival (un festival totalmente per gli spettatori e degli spettatori) e farebbe di tutto per "rilanciarlo". Ma siamo sicuri che debba essere "rilanciato", almeno nei termini in cui sembrava dovesse esserlo? Non è che per una festa mediatica a Veltronia adesso dobbiamo puntare tutti sul tappeto rosso? Cos’è quest’ansia di apparire a tutti i costi? Non sarà che (da entrambe le parti, per carità) stanno confondendo un festival di cinema con una passerella nazional-politico-cultural-mediatica? Sentieri Selvaggi, che in questi giorni di festa è stato in blackout tecnico per un po’, torna on line riassumendo la questione in modo illuminante. Leggete, perché i ragazzi di Sentieri Selvaggi (che magari hanno anche 60 anni ma per me restano sempre "i ragazzi") hanno il dono di sapersi porre le domande giuste

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LE GIORNATE DEL LIMBO (NON LA DANZA)

Queste sono le giornate del limbo. Quelle giornate indefinite di fine anno dove al 90% sei in ferie, un po’ perché devi esaurirle, un po’ perché sei esaurito tu. Ti muovi in pigiama e ciabatte in giro per casa sapendo che potresti anche fare qualcosa di utile, ma comprendendo nell’intimo che in realtà non hai voglia di combinare una beneamata mazza di niente. Ti leggi i libri che ti hanno regalato il natale prima, ti guardi qualche film. Esci con gli amici che non vedi dal natale precedente. E pensi all’anno passato e a quello che verrà. Come sempre, la maggior parte dei propositi ideati l’anno precedente non li avrai nemmeno messi in atto. Peggio ancora, non ci avrai nemmeno pensato. Li vai a rivedere sul blog. Resti basito. Hai centrato 12 proponimenti su 20! E’ più di quanto tu sia mai riuscito a fare durante la tua intera esistenza. Che stia cominciando ad imparare qualcosa dalla vita? A 36 anni, forse è giunta l’ora di cominciare a capire. Di separare la pula dal grano. E allora ricominci, e annoti i propositi per il 2007 con un briciolo di fiducia in più: il segreto è porsi obiettivi raggiungibili, ed affrontare la strada con serenità. Ricordando sempre e comunque che ogni mattina è l’alba di un nuovo giorno in cui qualcosa può andare storto

1. Lavorare meno, vivere di più e più lentamente
2. Andare di più alle mostre, ai concerti e a teatro
3. Gestire con più criterio la mia identità digitale all’interno dei social network 🙂
4. Fare un viaggio avventuroso, magari in moto
5. Dormire di più e non solo nel weekend
6. Tentare di gestire con leggerezza le mie responsabilità più pesanti
7. Fare molto sesso non protetto e procreare una piccola copia di Stefi
8. Danzare, danzare, danzare ascoltando più musica vecchia e nuova
9. Scrivere il romanzo che sta nel cassetto da un po’ troppo tempo
10. Comprare una bella casa (o almeno provarci)
11. Illuminare il mondo (o almeno il mio piccolo mondo)
12. Dare più ascolto a me stesso e alla mia follia

Resto sulla cifra magica: dodici, uno al mese. Chissà se posso farcela.

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