PRIGIONIERO DI AZKABAN: SNEAK PEEK

Grazie a una dritta di Clio85 sono riuscito a vedere il Ten Minutes Sneak Peek di HP and the Prisoner of Azkaban… Il trio di attori è sempre più scafato… Bello bello bello! Il bambinone che è in me non vede l’ora! Sarà lo stimolo per rileggersi tutta la saga per l’ennesima volta? Intanto come i lettori di "Dopo la fine" ormai avranno capito, il potterteam è in altissimo mare con le traduzioni dall’inglese (manca il tempo) e mi sa che per il 31 luglio ci sarà una rivoluzione copernicana nella sezione Potteriana… Stay tuned!

LA LENTA AGONIA DEI GENERI ITALIANI

Ma perché in Italia non ci sono più i film di genere? O meglio, perché quando ci sono vengono prontamente insabbiati e/o omologati al linguaggio paratelevisivo? Voglio dire, di grandi autori ne abbiamo avuti e ancora ne abbiamo, anche se si contano sulla punta delle dita. Eppure, mentre altre nazioni hanno un cinema popolare vitale, noi continuamo con i drammoni storici da camera o con i rimasugli putrescenti della commedia all’italiana. Sprazzi di cinema civile (l’unico "genere" che ci riesce ancora mediamente bene) e qualche farsa surreale. Niente più horror, niente più poliziesco, fantasy, fantascienza, western… Dove sono oggi i nuovi Umberto Lenzi, Sergio Corbucci, Lucio Fulci, Mario Bava (per citarne giusto quattro tra i più noti)? Il problema è la televisione che fagocita tutto, il prime time che costringe all’autocensura preventiva tutti gli autori? O il problema è la mancanza di storie e di scrittori popolari? Abbiamo visto che gli scrittori ci sono: Io non ho paura è un ottimo esempio di film di genere. Ma quando un Infascelli risulta più o meno normalizzato (Il siero delle vanità), e autori emergenti come Gianluca Sodaro o Nicola Rondolino restano in cartellone per soli tre giorni con i loro western (Cuore scatenato) e noir (3.6), io mi domando che cosa in effetti stia soffocando la rinascita del cinema italiano di genere. Voi avete una risposta?