GIORNATE CON GLI OCCHI A PALLA

Oggi è una di quelle giornate con gli occhi a palla, secchi, un po’ iniettati di sangue. Sono soddisfatto dei risultati che sto ottenendo, ma il mio fisico non più agile ne risente. Bamboo Productions è frenetica: il libro sul video digitale è praticamente finito, devo solo correggere le bozze. La sceneggiatura per i Corti Pluriel è arrivata a destinazione, e qualcosa mi dice che il cortometraggio potrebbe anche essere realizzato. L’esperimento del dott. Kurlov e La terra e il fuoco parteciperanno al ToHorror Film Festival di settembre 2004 (rispettivamente nella sezione cortometraggi e in quella documentari). A luglio inizieremo se tutto va bene un nuovo corto (numi tutelari per il 2004: François Truffaut, Buster Keaton, Emir Kusturica) – una storia una volta tanto delicata, ironica, leggera. Lavoro: tanto, ma tutto sommato OK. Amore: bello anche quando è litigarello. Salute: grazie! Soldi: se li sputtani non puoi lamentarti di non averne… giusto? 😉

33 KG DI TELEVISORE

Con gli elettrodomestici sono sfigato. Per fortuna che sul televisore c’è ancora la garanzia estesa. La scena comica consiste in me e Stefi (entrambi un po’ buzziconi e ansanti) che a passettini degni di una comica del muto trasportiamo 33 Kg di televisore dal soggiorno di casa all’auto e da lì al centro assistenza Thomson. Ci odiano. Eppure ci hanno esteso la garanzia. Quindi adesso si puppano la riparazione in silenzio. Il focolare domestico (sostituito in tutti gli agglomerati urbani da un 24-28-32 pollici possibilmente a schermo piatto) adesso è vuoto, come un’orbita privata del grande occhio che sorvegliava le nostre vite…!

ODIO ESSERE SVEGLIATO BRUSCAMENTE

Io odio essere svegliato bruscamente. Uno dei problemi della vita di coppia è che se tu odi essere svegliato bruscamente, puoi star certo che il partner è uno di quelli che gode a svegliarti bruscamente. Come ieri. Si prospettava l’idea di andare all’Ikea (e già qui sento alzare le vostre sopracciglia – ma non temete, con l’Italia a giocare pochissime persone sarebbero state in giro: un piano perfetto). Nell’attesa, mentre Stefi si dedicava a quelle tipiche attività femminili tipo controllare quanto avevo sporcato in bagno dopo aver fatto la doccia, quante briciole avevo fatto dopo essermi fatto un panino e come mi ero dimenticato di ritirare i panni stesi, io entravo dolcemente nel mondo dei sogni. Appena chiusi definitivamente gli occhi (ore 19.15) scatta l’urlo angosciato di Stefi: "Ma l’Ikea chiude alle 20.00!!!"… Dentro di me, una breve colluttazione tra il principio di piacere e quello di realtà. Infine, si decide di andare lo stesso, tanto sappiamo già cosa prendere. In effetti il divano Lycksele è sempre lì che ci aspetta, forte della sua estrema compattezza (di dimensioni e di prezzo). Ci servirà quando saremo in cinque a dormire in casa (due italiani e tre islandesi). Il montaggio, come sempre, è un delirio. A mezzanotte Lycksele è pronto, salvo che manca un bullone (tipico dell’Ikea). Non importa: ci sistemiamo lo stesso lì sopra a vedere per l’ennesima volta Profondo Rosso (del quale ormai recito battute, rumori, sospiri e cigolii a memoria, ma è sempre geniale). E se Stefi si addormenta, io resisto fino alle 3.00. Per punirmi (è l’unica motivazione) mi ha appena svegliato per farsi aiutare a prendere la vite dal divano per procurarsi un bullone in ferramenta. Questi sono motivi di grossa crisi e grande litigio. Perché adesso rimarrò rincoglionito per tutta la giornata!…