LO SMAU NON E’ NORMALE

Lo SMAU è folle. Non ci andavo da almeno 10 anni, ma dovevo vedere l’editor-in-chief di DVD Magazine. Conoscere di persona lui ovviamente è stata l’unica esperienza piacevole del pomeriggio. Perché arrivare a Milano in un giorno di Fiera, con lo sciopero dei mezzi e la penuria di biglietti per il parcheggio è da suicidio. Ma perché il Comune di Milano non può fare come tutte le città normali che hanno i parchimetri a monetina? No! Parcheggi, fai circa un paio di km a piedi per trovare un’edicola che non abbia esaurito i voucher, ritorni all’auto (che nel frattempo potrebbe benissimo essere già stata multata) e poi ti fiondi allo SMAU, fendendo la folla che si riversa fuori dai cancelli (sì perché mentre noi entravamo la gente normale usciva). Ma tant’è, ci dovevo stare solo un’oretta. Peccato che poi Marzia, una carissima amica milanese che non vediamo da secoli, ci ha tirato un gran bel pacco (vero ciccia)? Ecco quindi che invece di una allegra cena milanese io e Stefi abbiamo ripiegato sull’Autogrill di Novara. Adesso sono al secondo bicchiere di Brioschi

CERCASI CASELLO IN DISUSO

Tanto per non lasciare nulla di intentato: qualche lettore piemontese (meglio se provincia di Torino) è a conoscenza di caselli autostradali guasti e/o in disuso dove poter stazionare con l’automobile senza dover pagare? La richiesta, alquanto strana, ha a che fare con un piccolo nuovo progetto Bamboo Productions, di cui speriamo di parlarvi prestissimo… Magari dal pulpito di un nuovo blog (io non ho detto nulla)… 😉

VAGABONDAGGI NELLA NOTTE ROMANA

Non me ne vogliano i vari amici romani: nei giorni scorsi ho attuato il mio ultimo blitz nella capitale per la parte finale del mio percorso di formazione. Niente incontri serali dato che era prevista la più classica delle "cene con i compagni di aula". In compenso ho potuto vagabondare nella notte romana e scattare un sacco di foto, cosa che mi riempie sempre di gioia. In un breve frammento di pomeriggio, al ritorno dal corso, ho potuto anche conoscere il mitico Cassiel, l’angelo punk che mi ha regalato un po’ del suo paradiso (niente droga, cosa pensate… solo un bel mucchio di dischi new wave che ascolterò nei prossimi giorni). Cassiel è alto, ispido e borchiato. Fa una certa impressione. Peraltro, poco da aggiungere: in questi giorni bastardi stanno succedendo talmente tante cose che sono un po’ disorientato. Comunque, porca bomba, a Roma è sempre primavera, contrariamente a qua dove il tempo provoca solo singulti di diarrea