MAI DIRE WEB 2.0

Ci sono due quesiti che mi ronzano in testa in questi giorni, relativamente allo scintillante mondo del web 2.0. Il primo riguarda il microblogging di Twitter (ma anche di Tumblr, se è per questo). La mia domanda è: ma è possibile che tutti gli amici di cui ricevo i post su GTalk siano assolutamente e invariabilmente ultra-geek? Voglio dire, non passa giornata senza che scoprano una nuova applicazione sociale, che aggiornino freneticamente siti, che partecipino a conferenze, barcamp e incontri in tutta la penisola, che rilascino nuove beta, che smontino il loro Mac preferito o installino una nuova release di Ubuntu! Ragazzi/e! Vista la frequenza dei "cinguettii" devo dedurre che non c’è spazio per l’arte, la vita, la natura, il sesso, la casa, le pulizie, i lavori manuali, la spesa… Non ci arrivo, veramente! Illuminatemi! O andate tutti all’università, o siete tutti nel mitico limbo quinquennale che passa invariabilmente tra la laurea e il primo contratto vagamente serio! E io mi sento vecchio vecchio vecchio. Il secondo quesito riguarda l’effettiva utilità di alcuni servizi che, grazie alla serendipità cui mi compiaccio di abbandonarmi, si presentano sul mio browser. Prendiamo ad esempio Emotionr (ma perdio, un po’ di fantasia in più nei nomi non guasterebbe, eh?): un’imprescindibile inutilità di quelle da "mai più senza" del compiano foglio satirico Cuore! Eppure non c’è niente da fare: vuoi mettere che bello far sapere al mondo quanto sei felice da uno a dieci e sapere che il mondo, in questo momento è globalmente felice per 6.46 punti? Urge una rubrica tipo "Mai dire Web 2.0", altro che "Piccole Pratiche"… Tanto prima o poi i servizi utili li esaurirò, e allora caro Sergio, potrai iniziare a tremare…

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OSCILLAZIONI TWITTER/TUMBLR

Non so che dire. La mia anima da piccolo computeraio si diverte a saltabeccare qua e là nel web raccogliendo stimoli da articoli, blog, pagine pescate per puro caso, segnalazioni e via dicendo. Ogni tanto però si raggiunge un po’ di information overload. Ossia: ridimensioniamo Twitter e diamo più spazio a Tumblr. Che detta così è una gran cazzata, ma solo per dire… Twitter è molto carino, e non nego che molte segnalazioni mi arrivano da lì. Io posso usarlo come non usarlo per scriverci i miei pensieri al volo (che poi arrivano agli altri e bla bla bla). Però rallenta, e poi non sempre fa piacere ricevere dieci twitterate al minuto (nonostante abbia al massimo sei twitter friends – devo aver selezionato i più smanettoni)! Non me ne vogliate, continuerò a leggervi e saltuariamente a scrivervi, ma per le mie annotazioni al volo, soprattutto quelle demenziali, preferisco una pagina su Tumblr. Inutile uguale, se vogliamo. Anzi, ancora di più. Ma in un mondo di condivisione totale e di continui stimoli tra persone che abitano la rete (a proposito ma dove c***o si trova il libro di Sergio?) a volte fa piacere rifugiarsi in una semplice moleskine virtuale dove nessuno ti può raggiungere con commenti o meme e dove tutto diventa meno sociale e più individuale… Un po’ controcorrente, forse, ma divertente. 😉

Tag: twitter, tumblr

LO SPAM SIAMO NOI

Lo spam è ovunque, lo spam siamo noi. Poco al di là della fragile superficie in vetro smerigliato dei nostri filtri antispam, i messaggi indesiderati ci osservano e protendono i loro viscidi bit verso di noi, tentando di convincerci a donare soldi per piccole imprese in Botswana, di ingrandire i nostri attributi maschili (mai quelli femminili, NB), di salvare infanti affetti da innominabili malattie. Però una cosa viscida come Tagged non l’avevo ancora vista. Tagged è pessimo, come stanno scrivendo molti blogger di mia conoscenza. Ti arriva un invito via mail da una persona nota e assolutamente insospettabile (nel mio caso, Daniela). Casomai anche più di un invito, con la subdolissima frase "Se non rispondi XYZ potrebbe pensare che ce l’hai con lui/lei". Distrattamente tu clicchi e ti registri, conscio del fatto che il web 2.0 è ormai un calderone di pochi best seller e miliardi di servizi trash (la "coda lunga") di cui non te ne può fregare di meno. Ma tant’è, è gratis e bastano due click. E poi che diavolo, Daniela è una persona serissima ed esperta del settore, se ha aderito lei…! Ti insospettisci per quella serie di domande pressoché infinita ("Vuoi ricevere aggiornamenti sul settore immobiliare in Lussemburgo?", "Vuoi essere coinvolto nei forum di caccia alla volpe del Nottinghamshire?", "Vuoi ricevere gratuitamente in prova uno stimolatore di onde binaurali?") e poi ci sei. Tagged ti ciuccia tutta la rubrica di Gmail e se non sei più che accorto, spara a tutti i tuoi contatti una mail analoga a quella che hai ricevuto tu. Quasi contestualmente arrivano i primi messaggi di pseudobaccaglio da parte di improbabili ventenni disinibite e vogliose. Perciò, questo post deve funzionare anche un po’ da lettera di scuse per chi si è trovato coinvolto. Odio gli spammer e odio essere stato uno di loro inconsapevolmente. Da Tagged ovviamente mi sono subito disiscritto. Fatelo anche voi.

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