Stiamo ancora ridendo adesso. Eravamo lì, Loris e io, che cazzeggiavamo dopo una cena poco colesterolica, la puntata 4×03 di Desperate Housewives e qualche biscottino molto burroso che annullava le potenzialità di leggerezza della cena, quando improvvisamente ci è saltato in mente di vedere come avrebbe funzionato Ustream con la webcam un po’ scrausa acquistata quest’estate e mai utilizzata. Detto fatto, ci connettiamo al canale CasaIzzo (preventivamente creato in un momento in cui mi iscrivevo a qualsiasi cagata trovassi in rete per piantare ideali bandierine a difesa della mia identità digitale) e cominciamo a sperimentare. A noi sembrava che funzionasse, ma l’unica era provare con qualche spettatore. La bomba scoppia quando decidiamo di lanciare un appello su Twitter. Improvvisamente un manipolo di blogger nottambuli si connette e inizia a rispondere via chat alle nostre imitazioni di Ratzinger, alle considerazioni sulla F1, all’ostensione di gnocca vintage, al marketing cazzaro, ai silenzi ricchi di espressioni alla Zoolander e ai sottotesti gay della trasmissione live in streaming. A mezzanotte, come due cenerentoli, abbiamo staccato perché si sa, il lunedì è il più crudele dei giorni. E gli spettatori non volevano (più probabilmente perché gli abbiamo chiuso uno spazio di chat). Un paio di loro ha anche azzardato un "ci rivediamo domenica prossima". Non ci avevamo pensato. Ma potrebbe essere. Potrebbe, sì. Tendenzialmente stesso canale, stessa ora (imprecisata tra le 23.15 e le 23.30)… stessa idiozia.
CECI N’EST PAS UN BLOG / RELOADED
Di commentare le notizie dell’ultim’ora non me n’è mai fregato più di tanto, del resto mi sembra che ogni notizia oltre che rimbalzare su tutti i media trovi migliaia di approfondimenti su blog molto più competenti di questo. Però quando tocca da vicino, viene un po’ voglia di bestemmiare far sentire la propria voce. Da stamattina ho due tab aperti con questa meravigliosa notizia della riforma dell’editoria on line, uno da Repubblica, l’altro da Punto Informatico. Cito da De Andreis di PI: "La novità è presto detta: qualsiasi attività web dovrà registrarsi al ROC, ossia al Registro degli operatori di Comunicazione, se il disegno di legge si tradurrà in una norma a tutti gli effetti. Registrazione che porta con sé spese, burocrazia, procedure". Questo vale per tutti i prodotti editoriali. Il mio blog è un prodotto editoriale? Pare di no, dato che è una "pubblicazione spuria, priva di intenti editoriali". Ma invece pare di sì, dato che "per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso […] L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative". Premesso che la penso come PI, e cioè che una tale e gigantesca minchiata non potrà mai passare così come l’hanno pensata (e persino Ricardo Franco Levi si autocontraddice a parole non appena sente aria di tumulti), devo dire che è veramente inquietante lo spirito con il quale i nostri legiferatori affrontano il tema di questo oscuro universo di Internet. Che nasca tutto dal caso Grillo come dicono alcuni (ossia: colpirne 2.000.000 per educarne uno)? Che per paura di essere tacciati di oscurantismo se zittiscono una voce preferiscano zittire tutte le voci, che tanto fanno meno notizia perché nessuno sa chi sono? Mah. Sta di fatto che la spinta per questa nuova legge mi sembra sia sostanzialmente il problema della diffamazione via web, che dovrebbe essere equiparata a quella via stampa, radio e TV. La scappatoia la si troverà sempre (direi che noi italiani in questo siamo maestri), ma per quel che vale sottolineo la necessità di tener d’occhio l’iter di questa legge idiota che alla fine, nel carrozzone di freak della politica italiana, potrebbe anche passare. Intanto io faccio le mie prove di emigrazione in USA…
AGGIUNTA DEL 21/10: OK, sembra che il problema sia rientrato. Evidentemente l’improvvisa segnalazione su centinaia di blog è saltata all’occhio. Leggo oggi su diversi blog che Gentiloni si scusa, ma per un casino così io penso che chi ha scritto quel disegno di legge dovrebbe essere quantomeno rimandato a far fotocopie… Il problema è che si lascia correre sempre e comunque, tanto "siamo fatti così". Alla fine, comunque, come dice il buon Suz, ho capito anche io che BlogBabel può servire a qualcosa di utile alla collettività…
Tag: roc, editoria, legge, riforma, internet tax
N3TV: UN PICCOLO PASSO PER UN UOMO…
L’uomo è Tommaso Tessarolo, e N3TV è il suo progetto di Net-TV lanciato ieri, che ho avuto modo di vedere stanotte (non in diretta, ma non è un problema, tanto resta tutto in archivio). L’esperimento mi sembra abbastanza riuscito: N3TV con i suoi format brevi e incisivi (appunto, da video sul web) si fa guardare con interesse. C’è una rubrica fissa sui videogames a cura di Federico, una sulla blogosfera a cura di Andrea e una di tech news a cura di Punto Informatico, poi c’è uno show dedicato alla musica e soprattutto c’è la promessa di molti contenuti a venire. Lo si potrebbe definire un videoblog, (data la sua struttura a post con commenti etc), ma lo sforzo di Tessarolo & C. è proprio quello di rendere l’idea di un palinsesto, una programmazione analoga a quella di un canale televisivo. Si alternano contenuti video d’assalto (webcam sgranate e chiacchiere non banali) a format di news curate con montaggio pulito e presentatrice gradevole. Insomma, secondo me da tenere d’occhio. Anche se la speaker delle news ha un accento pesantemente romanesco… 🙂