Non si può più andare a dormire alle 4 del mattino e svegliarsi per pranzo. Quelle sono abitudini che al rientro bisogna perdere. L’ultima notte non riesci a dormire, perché pensi che per la prima volta dopo tre settimane sentirai di nuovo il suono della sveglia. La mattina dopo sei più rintronato che mai, e comincia la procedura di reinserimento nella routine quotidiana. Accadono diverse cose.
- Non ti ricordi come diavolo funziona il tasto snooze della sveglia
- Devi prendere l’echinacea perché c’è una discreta dose di stress psicofisico in agguato
- La moto, che fino al giorno prima funzionava, sembra non accendersi (probabilmente ti conosce meglio di te)
- In ufficio, un plico sospetto di fogli occhieggia sulla tua scrivania
- Inspiegabilmente, tutti i colleghi sembrano felicissimi di vederti
- Quasi tutti quelli che incontri si rivolgono a te dicendo “Sì, ma te lo dico poi, goditi il primo giorno…”
- I browser hanno perso tutti i cookie e sei costretto a rimettere password di cui non ricordi nulla
- Ti attendono 1313 e-mail di cui 1000 di spam e 313 di lavoro
- Scopri con un misto di incredulità e disappunto che qualcuno è riuscito a infilarsi nei casi di successo di Brunetta
- Realizzi a fine giornata che hai avuto giusto il tempo per una pisciata e una sigaretta
Il trucco per dribblare tutto è semplice e complicatissimo al tempo stesso. Si chiama leggerezza. Il fatto è che non è facile essere leggeri quando tutto concorre a legarti quei bei pesi trapezoidali da una tonnellata alle caviglie. Finché ci si riesce, meglio affrontare tutto con un sorriso idiota.
Tanto poi arriva il buco nero supermassiccio e ci inghiotte tutti.
