GUIDA AL RIENTRO MORBIDO

Non si può più andare a dormire alle 4 del mattino e svegliarsi per pranzo. Quelle sono abitudini che al rientro bisogna perdere. L’ultima notte non riesci a dormire, perché pensi che per la prima volta dopo tre settimane sentirai di nuovo il suono della sveglia. La mattina dopo sei più rintronato che mai, e comincia la procedura di reinserimento nella routine quotidiana. Accadono diverse cose.

  • Non ti ricordi come diavolo funziona il tasto snooze della sveglia
  • Devi prendere l’echinacea perché c’è una discreta dose di stress psicofisico in agguato
  • La moto, che fino al giorno prima funzionava, sembra non accendersi (probabilmente ti conosce meglio di te)
  • In ufficio, un plico sospetto di fogli occhieggia sulla tua scrivania
  • Inspiegabilmente, tutti i colleghi sembrano felicissimi di vederti
  • Quasi tutti quelli che incontri si rivolgono a te dicendo “Sì, ma te lo dico poi, goditi il primo giorno…”
  • I browser hanno perso tutti i cookie e sei costretto a rimettere password di cui non ricordi nulla
  • Ti attendono 1313 e-mail di cui 1000 di spam e 313 di lavoro
  • Scopri con un misto di incredulità e disappunto che qualcuno è riuscito a infilarsi nei casi di successo di Brunetta
  • Realizzi a fine giornata che hai avuto giusto il tempo per una pisciata e una sigaretta

Il trucco per dribblare tutto è semplice e complicatissimo al tempo stesso. Si chiama leggerezza. Il fatto è che non è facile essere leggeri quando tutto concorre a legarti quei bei pesi trapezoidali da una tonnellata alle caviglie. Finché ci si riesce, meglio affrontare tutto con un sorriso idiota.

Tanto poi arriva il buco nero supermassiccio e ci inghiotte tutti.

LA NOTTE CHE SOGNAMMO CHROME

Stanotte ho sognato Chrome. Voglio dire… Su 100 feed da leggere che mi son ritrovato, 80 erano su Chrome, il nuovo browser Google. Io lo sapevo già che c’era Chrome, da un paio di notti. Avevo anche letto il fumetto di Scott McCloud, ma principalmente perché io adoro leggere tutto ciò che McCloud produce. E segretamente, nella mia stanzetta, ho pensato “E bravi googliani che fate lavorare McCloud invece di fare una presentazione tradizionale”. Perché non è da tutti fare un fumetto di 38 pagine per presentare un software

Comunque sia, poi, devo dire che tra pagina 25 e pagina 32 mi sono un po’ perso perché a me di tutte le menate sul javascript, il rendering, il webkit, i processi da uccidere e la memoria da liberare mi frega relativamente. Sta di fatto che dal giorno successivo giù tutti a parlar di Chrome, tanto che in amministrazione sono arrivate anche alcune lamentele. Io mi son detto che un nuovo browser è sempre una cosa importante, ma che non avrei fatto il gioco della comunicazione a cascata.

E invece stanotte ho sognato Chrome, come un grande occhio luminoso (una delle due “o” di Google, per intenderci) che mi diceva “tu mi installerai“, e mi mostrava paesaggi azzurrini e immagini velocissime, che in breve occupavano tutto il mio orizzonte onirico, finché non mi sono svegliato. Sono andato in bagno, ho fatto la pipì con in testa ancora quell’idea di azzurro. Poi son venuto qui, ho installato Chrome e il post ve lo sto scrivendo da dentro Chrome.

Non è male. Veloce. Simpatico. Ha delle cose interessanti
Ora posso tornare a dormire. 

SEPTEMBER’S HERE AGAIN

Colonna sonora per il post: qui. Tempo di lettura previsto: 1’14”.

Siamo tornati. Ché quando sei in vacanza non pensi a nulla, anche se quando sta per finire un po’ ti manca il tuo letto. L’Istria è stata una piacevole sorpresa, magari ne parlerò più diffusamente in altra sede. Mare, scogli, tuffi, cittadine incantate. Cari amici che ti fanno da guida. Buona tavola e belle camminate. Peccato solo per la razza bastarda del viator italicus, che non smette mai di sciamare, urlare e comportarsi come se fosse il padrone del mondo.

L’atteggiamento sostanzialmente colonialista del turista italiano è fastidiosissimo, e mi spinge ad aggregarmi a gruppi di inglesi, a volte persino di tedeschi, pur di non avere contatti con i compatrioti in occasioni come una visita ad un parco nazionale. Il turista italiano è il concentrato essenziale dell’italiano medio. Tutto gli è dovuto, tutto gli è concesso e tutto va contaminato col pressapochismo e la supponenza.

Tuttavia, rientrando in Italia (e grazie anche ad un altro caro amico e alla sua meravigliosa famiglia) ci siamo soffermati anche in Friuli, dove il problema non si poneva più: il Friuli non è un tradizionale territorio di caccia per il turista italiano, dato che non è propriamente un ex-colonia. Poi è anche una regione a statuto speciale, quindi è diffuso il pregiudizio che sia un posto da snob.

Di nuovo a casa, mi attende (per fortuna) un’ulteriore settimana di ferie e (per Giove!) uno sputtanamento totale delle impostazioni personali sul PC rimasto solo per due settimane. In compenso è arrivato anche l’EeePC 900 che si sta comportando molto meglio di quanto pensassi. Per ora mangia dalla rete del vicino (che si sa, è sempre più verde). Poi, va beh, comprerò un router wireless. Ma tra un po’.

Prima lasciamo che settembre finisca.