FERRAGOSTO IN CASA

Neanche “in città”. Proprio “in casa“. Per scelta.
Sveglia tardi, colazione a letto di cortesia (cortesia della Stefi, ovviamente), pranzo fatto in casa noi due soli, un po’ di lettura, e le ore più calde della giornata passate a bearsi di quel po’ di corrente (ri)guardando La dolce vita. Lo so che fa tanto snob, ma è così. Per un attimo abbiamo pensato di spararci anche Il gattopardo dopo cena. Ma forse è fin esagerato.

Vorrei non dover andare in ufficio anche la prossima settimana, ma non se ne può fare a meno. Comunque Agosto in città non mi è mai dispiaciuto. Se non fosse che al cinema non c’è veramente un cazzo. A parte Harry Potter e Transformers. Passerò quindi in rassegna i film che attendo di più per la prossima stagione 2009-10, per farmi venire la voglia mentre siamo ancora in piena abulìa da limbo agostano.

  • The Imaginarium of Dr. Parnassus
    Cazzo cazzo cazzo, il nuovo film di Terry Gilliam. Cazzo!
  • Inglourious Basterds
    Anche in questo caso, non ci sono spiegazioni da dare.
  • Drag Me To Hell
    Spider-Man: OK. Però adesso basta, eh? Torniamo alle storie tipo Evil Dead. Bravo, Sam, bravo…
  • Where the Wild Things Are
    Il nuovo film (fantasy) di Spike Jonze ha quel look a metà tra i peluche e il Signore delle mosche che mi esalta
  • Astroboy
    Lo so che è un po’ americanizzato, ma il manga capolavoro di Tezuka al cinema… magari in 3D…!
  • Avatar (il trailer esce giovedì prossimo)
    Potrebbe essere la più grande stronzata del secolo… ma anche il film che cambierà il cinema per sempre.
  • Legion
    Il nuovo film tamarrissimo stile Constantine. Con Paul Bettany!
  • Time Traveler’s Wife
    Spero che non abbiano reso uno dei libri che più ho amato una minchiata di film…
  • Amabili resti
    Mi sa già di capolavoro assoluto, il prossimo Peter Jackson.
  • Alice in Wonderland
    Va beh ma questo mi sa che è il film che il mondo intero attende con più ansia
  • The Fantastic Mr. Fox
    Da Roald Dahl un film animato a passo uno di… Wes Anderson?!?! Vedere!
  • Tron Legacy
    A più di vent’anni di distanza. Flynn Lives!

CHRYSLER BLUES AGAIN

No, dico… ancora due settimane in ufficio. Certo, ormai Torino è praticamente deserta, persino i colleghi rimasti sono praticamente innocui. Non resta che smazzarsi quei lavori troppo lunghi e pallosi che da maggio a luglio sono sempre stati rimandati a favore delle solite urgenze. E allora stringi i denti e vai, che non manca poi molto alla verde e piovosa Irlanda, dove la massima è 21 gradi e una piacevole quanto insistente pioggerellina ti tiene sempre umido e fresco come una felce.

Ma. C’è un ma. Com’è possibile che in questa torrida estate torinese non sia successo ancora nulla? Sembra impossibile che una qualche sfiga cosmica non si abbatta su di noi all’ultimo momento. Voglio dire, a parte il ginocchio di Stefi, il piede di Stefi, l’orecchio di Stefi, lo stomaco di Stefi, il dente di Stefi. Cioè, ormai siamo al 9 agosto, e quelle sfighe – iniziate il 1° giugno – non sono riuscite a protrarsi oltre i primi giorni del mese.

Incredibile. Sarà la volta buona che partiamo tranquilli, pensiamo, mentre prendiamo la macchina appena revisionata per una gita domenicale in montagna. Non temete. È bastato percorrere corso Dante fino all’angolo con corso Massimo D’Azeglio per ridimensionare il momento di serenità. Strattonamenti, spia della centralina elettronica che indica “grave avaria al motore” lampeggiante, auto che non parte più. La zingara dell’incrocio non perde tempo e ci aiuta a spingere l’auto in un parcheggio: loro sì che sono grandi affaristi. Un euro per levarcela di torno e possiamo cominciare a bestemmiare.

Almeno non si è piantata in autostrada. Questo è già un indice del fatto che Saturno sta uscendo dall’opposizione. Che altro dire. Da ieri tutti i meccanici conosciuti sono in ferie, e quindi la Chrysler e la sua fottutissima centralina elettronica rimarranno ferme sotto casa fino a settembre. Perché comunque il carro attrezzi per riportarla sotto casa l’ho chiamato. Mi costa meno della zingara che era probabilmente già pronta a spingerla per un paio di chilometri in cambio di una decina di euro. Perché io sono socio ACI Gold, e mai affiliamento fu più lungimirante di quello.

Ah, e per la cronaca quando dopo quaranta minuti il carro attrezzi è arrivato, il tizio dice “Fatemi un po’ vedere…” e la macchina magicamente parte. Cammina. Il carro ci ha seguito fino a casa. Sentivamo il suo sguardo penetrante dietro le spalle. Per fortuna (!!!) la macchina si è di nuovo piantata a 300 metri da casa. Almeno avrà capito che non era uno scherzo.

Niente montagna dunque. Solo afa di città.
Meno male che quelli di Italia 1 pensano a noi e programmano Paradise con Phoebe Cates.
Almeno possiamo cantare a squarciagola “when I’m with you it’s paradiiiise I kiss you once you kiss me twiiiice” e poi andare di là a fare un bambino.
Sesso e afa. L’accoppiata vincente per restare svenuti il resto della domenica.

PIGRAMENTE

Pigro. Già la parola suona come uno stiracchiarsi languido. Piccola esplosione labiale seguita da un grrrrrrrr di fusa feline e da un ooooh misto di soddisfatta stanchezza. Pigro. Detto di persona che non ha voglia di fare un cazzo. Che al momento attuale avrebbe, come lavoro da svolgere, “ribattere degli appunti“. Nulla di trascendentale. Ma per il pigro, il fatto stesso di digitare sulla tastiera è fonte di disarmonia. Il pigro vuole il mouse, sinuoso, il pigro vuole cliccare con una frequenza massima di una volta ogni 30-40 secondi.

Il pigro diventa più pigro con il passare delle ore, perché il caldo rende pigri. Il pigro beve piuttosto che mangiare, perché non vuole masticare. E comunque l’acqua se la fa portare. Dalla moglie. O da una collega compiacente, se si trova sul lavoro. Perché non un collega di sesso maschile, direte voi. Perché anche lui è pigro. La donna invece si sente in colpa ad essere pigra, e l’uomo può giocare su questi meccanismi mentali. Anche se a rifletterci bene, essere così astuti richiede un cervello veramente troppo attivo.

Il pigro sogna di vivere in una capsula autosufficiente, fatta a forma di poltrona volante di Eero Arnio, con un monitor davanti a sé e una fornitura infinita di patatine e chinotto a portata di mano. Tutti i passanti dovrebbero salutarlo con entusiasmo, ma nessuno dovrebbe parlargli per più di un minuto, perché anche la conversazione richiede sforzo.

Alla fine il pigro volerebbe in cielo, poltrona e tutto, in cerca di un po’ di frescura.
Saluterebbe con la mano i passeggeri degli aerei che sorvolano l’Atlantico e scomparirebbe dietro le nuvole. Il mondo non è dei pigri.
Le nuvole, invece… quella è un’altra storia.