IO POTEVO FARLO

Se si può fare non lo so. Non ne sono sicuro, almeno. Io potevo farlo, quello sì. E l’ho fatto. C’è gente che nelle scorse settimane mi ha guardato con curiosità, facendomi domande tipo “ma come, hai un blog e non ti occupi della campagna elettorale”? No, infatti. No. Non potrei farlo. Come se le mie dichiarazioni potessero influenzare gli indecisi. Come se il fatto che io sia di sinistra possa interessare qualcuno.

Nonostante la bagarre pubblica, per me le elezioni restano un momento privato, un po’ come per i cattolici la comunione. In giorni di campagna elettorale io spengo la televisione, non leggo più giornali (salvo qualche articolo di quotidiani e periodici esteri, meglio se originari di stati nemmeno confinanti con il nostro), contrassegno come già letti i feed degli amici blogger che commentano sondaggi, faccia a faccia e simili.

Sarò antico, ma io voto in base ad un’idea, un sentimento. Non voto in base a promesse e programmi. Quei proclami, alla fine, sono parole al vento, sempre e comunque. Per un po’ sono stato tentato di non votare, o di adottare la complicata soluzione da grillino di far risultare il mio rifiuto di ogni candidatura. Ma questo era quando ancora la televisione era accesa. Nel silenzio, le idee e le intenzioni emergono meglio.

Tutto qui. Solo per rassicurare amici e conoscenti che ho votato. Che ho votato bene. Per quel che vale.

BINOCULAR BLUES

Ieri sono passato al Lidl. Perché il Lidl mi affascina. Dopo pranzo, non c’è nulla di meglio che passeggiare tra quegli scaffali che trasmettono un’idea di socialismo dal volto umano. Il Lidl è quel luogo che incrocia la filosofia dell’hard discount con quella del negozio di gadget “mai più senza” tipo D-Mail (ovviamente, un’altra delle mie ossessioni di consumatore).

Al Lidl ci trovi periodicamente gli accessori da motociclista (il migliore: i calzini da biker, proteggono dal freddo sono impermeabili e non fanno puzzare il piede), quelli da ciclista (sellini, pedali e simili per customizzare la bici), quelli da pescatore, da pittore, da giardiniere, da idraulico, da qualunque cosa l’uomo medio europeo voglia mascherarsi in un dato momento della sua vita.

Sì, il Lidl permette di vivere a poco prezzo un’altra vita. Dove, se non al Lidl, può venirti voglia di acquistare canne da pesca telescopiche e valigette di esche e ami speciali quando in realtà non hai mai pescato in vita tua? O di portarti a casa un cavalletto gigante per tele da pittura quando non sai nemmeno disegnare con una matita?

E insomma, per farla breve, ieri al Lidl c’era tutto per il birdwatcher. Ovviamente non ho mai osservato pennuti in vita mia. Giusto quei piccioni che vengono a mendicare le briciole del tuo panino nei giardini, e francamente mi fanno anche un po’ schifo. Specie quando ti volano addosso mentre sei in moto, ma quella è un’altra storia.

E ho visto questo binocolo. Pesante, affidabile, potente. E ho pensato seriamente, per diversi minuti, di acquistarlo (solo 17 euro!). L’ho soppesato. L’ho provato. L’ho regolato. Ho spiato le cassiere del Lidl da lontano. Poi mi sono vergognato. Perché c’è un solo motivo, nemmeno troppo inconscio, per cui potrei volere un binocolo nuovo e più potente.

E’ che a me piace spiare negli appartamenti dei palazzi vicini. Si imparano tante cose sull’uomo. E soprattutto, se ne imparano tante sulla donna…

VOGLIO UN PRECARIO

voglio un precario
lo voglio adesso
non ho più forza
nemmeno per il sesso

un tirocinio
fresco e gasato
che in mio dominio
sia consegnato

uno stagista
meglio se donna
che nell’ufficio
faccia da alunna

un neolaureato
in comunicazione
che prenda al mio posto
ogni cazziatone

un giovane, esperto,
modesto, tranquillo
che svolga il lavoro
mentre io mi trastullo

voglio un precario
lo voglio adesso
non ho più tempo
di andare al cesso

il mio lavoro è entusiasmante altisonante
esilarante appassionante anabbagliante
ciononostante

voglio un precario