Io sono molto abitudinario. Talmente tanto che più che abitudini le chiamerei manie. Anzi no, che ha un senso un po’ negativo. Diciamo: riti. Mi piace fare sempre le stesse cose, piccole cose. Su quelle più importanti non sono tanto abitudinario, anzi mi adatto, altrimenti andrei sempre in ferie nello stesso posto, mangerei sempre solo pasta in bianco o simili.
I miei piccoli riti quotidiani cominciano appena sveglio e vanno avanti fino a notte. Eccoli qua.
- Quando suona la sveglia, la zittisco con lo snooze tre volte prima di alzarmi
- In bagno devo leggere almeno un articolo di Vanity Fair mentre faccio la cacca
- Prima di uscire devo bere un sorso di acqua fresca
- Sull’ascensore, mi guardo allo specchio e mi stacco ogni volta un capello bianco
- In garage, devo aprire il portellone con il telecomando prima ancora di averlo in vista
- A colazione, cappuccio e brioche comprensivo di commento della puntata di Un Posto al Sole con la barista
- Quando vado in bagno in ufficio, mi piace fare un solitario con il Nokia (quello di carte, intendo)
- Tornato a casa, devo fare un sonnellino di dieci minuti
- Prima di dormire, mi piace fumare una sigaretta e leggere un po’
- Quando spengo la luce, per addormentarmi, devo stare supino e con le braccia in alto dietro la testa
Poi ce ne sarebbero tante altre, magari legate ad altri contesti non immediatamente riconducibili alla quotidianità (es. se vado in albergo devo subito “fare mia” la stanza usando per primissima cosa il bagno). Ma non voglio tediarvi.
Vorrei invece sapere dei vostri riti. Così poi ci scrivo un libro e divento ricco.
