Oggi vado a tagliarmi i capelli. C’è sempre un po’ di inquietudine nel dirlo. Per quelle due volte l’anno che lo faccio, l’occasione è comunque a suo modo grandiosa. E come tutte le volte mi scatta la voglia di qualcosa di diverso, di cambiare persona, di essere per qualche settimana quello che di norma non sono.
Sto cercando sul web un sito decente di virtual hairstyle, tanto per. Ma quelli che trovo fanno abbastanza pena, per cui mi (e vi) affiderò ad una sana immaginazione.
Potrei optare per il taglio emo, che è tanto di moda. Non tanto tipo il tizio dei Tokio Hotel, che mi pare fondamentalmente Alberto Camerini redivivo, ma piuttosto come quello dei Dari (che anche lui mi pare Alberto Camerini redivivo, ma con più onestà). Ecco, come il tipo dei Dari ma meno colorato. Anzi, nero e basta. Oppure mi attrae anche il taglio spike, un misto morbido tra il punk ’77 e il ciancicato ’99. O potrei, per cambiare, fare una tinta…
Insomma, avevo pensato di lanciare un sondaggio “quale taglio potrei adottare” tra i miei venticinque lettori. Poi però si è fatto tardi, le riunioni si sono accavallate, il post è rimasto in bozza e sono anche già andato dalla parrucchiera. Che era giustamente innervosita per i miei 25 minuti di ritardo. Quindi il taglio l’ho già fatto e – tanto per rassicurarvi – è sempre il solito (una via di mezzo tra questo e questo).
Ma voi se volete proponete pure, eh? Meglio se con riferimenti fotografici.
Così la prossima volta ci provo.
