Cosa bisogna fare quando un’agenzia alla quale hai chiesto la cortesia di un’intervista per un articolo insiste a non rispondere per più di un mese? Non voglio fare nomi (tanto l’articolo uscirà prossimamente su Internet Pro). Però non capisco l’atteggiamento di chi per 20 giorni non risponde a nessuna mail limitandosi ad inviare "conferma di lettura" (il che è ancora più idiota: se hai letto le mie mail e me lo confermi dimmi anche un vaffanculo scherzoso in risposta). Poi negli ultimi giorni utili si fa sentire proclamando un vivo interesse per l’intervista e poi nuovamente sparisce nell’etere volatilizzandosi. Devo contare fino a dieci, lo so. Però ho trovato il suo numero privato nella memoria del mio cellulare! Vedremo quanto resisteranno al giornalista più spaccaballe e insistente del globo… 😀
IL MEGLIO DEL 2004 SECONDO ME
Una super Top 5 per il meglio dell’anno passato… 😉
Cominciamo con i libri letti…
1. Il petalo cremisi e il bianco (Michel Faber)
2. Mele bianche (Jonathan Carroll)
3. Ingannevole è il cuore sopra ogni cosa (JT Leroy)
4. La notte del drive-in (Joe R. Lansdale)
5. L’oscura immensità della morte (Massimo Carlotto)
Continuiamo con i film visti…
1. Kill Bill (Quentin Tarantino)
2. Il ritorno del re (Peter Jackson)
3. Se mi lasci ti cancello (Michel Gondry)
4. Hero (Zhang Yimou)
5. Big Fish (Tim Burton)
…e concludiamo con la musica ascoltata.
1. American Idiot (Green Day)
2. Musicology (Prince)
3. Medulla (Bjork)
4. Real Gone (Tom Waits)
5. Fly or Die (N*E*R*D)
ODE ALLE FAMIGLIE D’ORIGINE
Ogni due weekend, nei momenti più intensi, capita di dover fare la maratona Torino-Asti-Torino-Ivrea-Torino. A volte anche nell’arco della stessa giornata. Più spesso, come ad esempio questo fine settimana, nell’arco di due giornate. In modo da riempirsi ben bene il weekend. Del resto lo scorso weekend abbiamo vagato in pigiama per la casa senza quasi uscire nemmeno una volta, quindi per la legge del contrappasso stavolta toccava andare in visita alle rispettive famiglie di origine. A pranzo. Che è una cosa terribile, specie se i tuoi abitano lontanuccio e ti devi svegliare presto anche il sabato e la domenica per spararti da 40 a 90 km di viaggio nella nebbia per rimpinzarti di cibo e ruttare tutto il pomeriggio. Comunque, si fa. Poi la sera cerchi di sfogarti e vedere gli amici, e restare a chiacchierare piacevolmente, magari fino alle tre. Però ti stronchi. Il sabato dai suoceri: salumi vari, pasta col salmone e pollo brasato al vino con purea (o "pureia" se detto alla piemontese). Stefi mostra le sue creazioni in ceramica alla mamma. La mamma (che è sempre la mamma) nota alcune imperfezioni nel pezzo.
"E’ normale che non sia perfettamente liscio?"
"Ma certo mamma, è fatto a mano!"
"Ah… ecco…"
"…"
"…No, perché vedo che ci sono anche delle pennellate un po’ imprecise qui…"
La mamma di Stefi sarebbe la gioia di tutti gli artigiani che lavorano a mano le materie prime, orgogliosi delle loro imperfezioni assolutamente anti-industriali…! Il suo motto, sempre positivo, è "Se ti metti a lavorare la ceramica, stai pur sicura che nessuno compra più vasi"…
La domenica è la volta del ragù alla napoletana, gentilmente offerto da mia nonna, che è in piedi dalle 5 del mattino per prepararlo. Ovviamente il ragù è sempre buonissimo, ma è il modo con cui viene presentato a rendere il commensale perplesso.
"Pietro… vuoi altro sugo?"
"No, nonna, sono a posto così."
"Ecco, tieni, un’altra mestolata!"
"Ah… va bene."
[ellissi temporale di 42 secondi]
"Pietro… mi pare che ne hai poco di sugo, ne vuoi ancora? Prendi altro sugo, tie’…"
[ellissi temporale di 11 secondi]
"Gliene abbiamo dato di sugo a Pietro? Ah… mi pareva di no…" – e così via.
Quando mio padre, mia nonna e mia mamma sono in tre in cucina hanno lo stesso effetto devastante dei fratelli Marx. Chiunque assista alle loro performance ha il mal di testa e la confusione mentale garantita.
"Prendi il piatto."
"Quale piatto?"
"Quel piatto… no, quell’altro!"
"Aspetta, gira di qua… no, apri la lavastoviglie!"
"Ma no, ma’… quello lo facciamo dopo, aspetta!"
"Dai del sugo a Pietro…"
"Ma se ne ha già avuto tre volte!"
"Allora danne a Stefi!"
"Aspetta, tie’…"
"No, ma che fai, grattugia qua…"
"Vuoi o’ pecorino? O vuoi la ricotta? Tieni il pecorino, tie’!"
Un uomo ha bisogno di decompressione. Alla fine mi sono rifugiato nella redazione di un articolo per sfuggire al deliquio. E la settimana non è ancora cominciata.
