IL GATTO ARRUFFATO DEI VICINI

Il gatto è lì, accoccolato sul cemento, col pelo arruffato e sporco. Quando mi avvicino drizza le orecchie, mi guarda con diffidenza. Si alza a fatica. Ha solo tre zampe. Senza un miagolìo, tutti i giorni, mi tiene d’occhio e si sposta, convinto che io costituisca una minaccia per lui. Paradossalmente, quando incrocio il suo sguardo di giada, severo, mi sento giudicato. Tutti i giorni vorrei avvicinarmi, fargli capire che lo ammiro e lo rispetto. Ma se muovo un passo nella sua direzione, lui si nasconde. Zoppica via. E io resto lì, col mio nodo in gola.

RICETTE D’AMORE

Negli ultimi due giorni, qui, abbiamo provato due nuove ricette. La prima, dolcissima, per la quale ringraziamo Lorenza (la nostra Passerona) è la ricetta dei Pasteis de Belém (pronuncia: pastéish de blèm). Eccezzionali dolcetti alla crema scottata con spolverone di cannella. Deliziosi. Ce ne era rimasta la voglia dopo un viaggio in Portogallo circa sei anni fa. Non saranno identici, ma ci si avvicinano molto. Provate voi: si prende la pastasfoglia quella già pronta (mica pensavate che la facessimo noi?), magari già tirata e arrotolata. Col bordo di un bicchiere si tagliano le rondelle che vanno posizionate su una teglia da muffin già imburrata (o se non c’è la teglia da muffin vanno bene quelle formine singole tipo crostatina). Poi ci si mette dentro la crema che è stata preventivamente preparata. La crema consiste di 2,5 dl di panna, 4 tuorli d’uovo, 1 cucchiaino di farina, 100 gr di zucchero e la scorza di un limone. Si mescola tutto, si mette sul fuoco basso, si porta ad ebollizione. Tolta dal fuoco, si elimina la scorza di limone, si lascia raffreddare e si riempiono le sfogline. Poi si inforna a 125 gradi per 10-12 minuti (magari gli ultimi 2 minuti col grill) e voilà! Servire tiepidi e spolverati di cannella. Meravigliosi. L’altra ricetta, semplicissima è quella dell’insalata di polpo con ceci e rosmarino, gustosa variante sul classico polpo e patate che ormai ha rotto i coglioni. Si prende quindi un polpo di circa un kg, lo si sbatte ripetutamente su una superficie dura per ammorbidirlo (o alternativamente lo si prende a mazzate con un martellone). Si prende la sacca del polpo, la si rivolta per togliere le interiora e poi la si rimette a posto. Meglio togliere comunque anche il becco e l’occhio. Tutto questo non serve se comprate il polpo già pulito in pescheria, ma era tanto per rendere la ricetta più splatter. Si mette il polpo in pentola a pressione con 2 foglie di alloro e un tappo di sughero per 20 minuti da quando l’acqua bolle. Il sughero serve sempre per rendere il polpo più morbido, non chiedetemi perché. Intanto si prendono dei ceci precotti (ché non abbiamo tempo da perdere) e li si butta a scottare in padella con tanto bel rosmarino fresco. Quando il polpo ha finito, lo si estrae dalla pentola a pressione evitando che questa esploda e gli si toglie quella viscida pelle violacea che avrà sicuramente incrostato le pareti interne della pentola. Infine si taglia il polpo tiepido a pezzetti, unendolo ai ceci rosmarinati, un po’ di olio d’oliva, sale e aglio crudo che insaporisce sempre. Poi magari, prima di mangiare, togliere l’aglio. Successone garantito. Adoro queste incursioni del mio animo "nonna papera" sul blog!

I CANTIERI SU TORINO

E’ noto che il pezzo Il cielo su Torino dei Subsonica è stato scelto per lo spot promozionale di Torino 2006 (non lo sapevate? beh, sapevatelo adesso)… A tutta pagina sulla Stampa di oggi, però, figurano i Fratelli Sberlicchio che hanno realizzato un pezzo altrettanto rappresentativo dal titolo I cantieri su Torino… La maggior parte dei torinesi l’ha adottato come inno in tempo zero! Sul sito dei Fratelli ci sono l’MP3 e il testo. Insomma, tanto per dirvi la minchiata pre-vacanziera

NON SONO UN CITTADINO AMERICANO

Dopo 11 anni di conto in banca utilizzato più o meno come un materasso a custodia del denaro, mi sono lasciato tirare (è la stanchezza) a fare un "piano di accumulo" di quelli a rischio minimo per deficienti dell’economia come me (da fotografare la faccia dell’addetta quando mi ha chiesto se sapevo cos’era un BOT e io le ho detto "assolutamente no"). La cosa curiosa è questa: per fare queste operazioni, devi sottoscrivere un documento in cui dichiari di non essere cittadino americano. Cioè, che mi significa? L’addetta spiega candidamente che se non certifichi di NON essere cittadino americano, il fisco USA assume di default che tu SIA in effetti un cittadino americano. E su qualunque minimo fondo di investimento ti cercherà in capo al mondo per farti pagare le tasse americane. Rimango basito…!

FLANERIE ESTIVA NELLA CITTA’ DESERTA

Ferragosto, the day after. Il torinese che rimane in città si aggira spaesato sotto i portici ombreggiati, tra le macerie dei cantieri olimpici, sotto il sole impietoso riflesso dai palazzi secenteschi e da quelli del ventennio. Il torinese nella settimana centrale di agosto è circospetto, guarda da sotto in su gli altri passanti (per capire se sono torinesi spaesati anche loro o piuttosto turisti spaesati, che potrebbe sembrare la stessa cosa ma non lo è). Va da sé che i turisti spaesati battono i torinesi spaesati 7 a 1. Perché sono ancora pochi (per fortuna) i torinesi che amano la flanerie diurna nella città deserta. Nonostante la sbandierata vocazione turistica, infatti, non ci sono bar, non ci sono negozi, non ci sono edicole, non ci sono tabaccherie. Ci sono solo i cantieri, metafisici, accecanti. Ed al flaneur, in un tripudio di saracinesche abbassate e biglietti di "Chiuso per ferie" può capitare al massimo di incrociare un negozio di abbigliamento aperto, con un commesso triste al bancone e vistosi cartelli "ultimi saldi: tutto al 50%" in vetrina. Inspiegabilmente, gli unici negozi aperti in centro risultano le profumerie: Limoni, Boidi, Douglas, Servetti, indefessi lavoratori dell’estate. Perché a Ferragosto si suda e quando si suda, si sa, è meglio deodorarsi

IL FERRAGOSTO IN CITTA’

Il perfetto weekend di ferragosto: si comincia con un venerdì corto che prelude ad una cena tra amici: cibo, chiacchiere e buone vibrazioni (20 punti corazza). Si prosegue con un sabato dedicato al cazzeggio più totale (10 punti corazza) concluso con cena in famiglia. Pure in tempi cupi, i vecchi sono due rocce e stanno bene (10 punti corazza), anche se c’è quel peso di fondo che tira ad ammaccare e creare lividi dolorosi (-15 punti corazza). La domenica dunque va dedicata totalmente all’arte di stare bene, all’amore, al cuor leggero. Sveglia tardi, si inforca lo scooter per andare a bagnare le piante dell’amica in vacanza e poi via a fare i turisti per la città deserta, a pranzare nel quadrilatero quando non c’è nessuno in giro, ad andare al cinema (e scoprire che Romero è più in forma che mai) e a farsi una pizza surgelata una volta a casa premeditando il lunedì di festa (totale: 20 punti corazza). Domattina pranzo in campagna dai suoceri e a seguire visita agli amici che hanno avuto il loro dono più bello… tanto per pacioccare un po’ due nuove vite (si spera in almeno altri 20 punti corazza). Poi, un po’ di lavoro e infine le meritate ferie… Non male il ferragosto in città.

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