LA NOTTE DEI SOGNI VIVENTI

Parlando con alcuni amici, stamattina, è venuto fuori che tutti avevamo dormito male. In particolare che tutti avevamo avuto degli incubi, o comunque dei sogni parecchio bizzarri. Io mi sono svegliato con la testa fuori dal bordo laterale del letto, i cuscini schiacciati in verticale contro il muro e il piumone arrotolato ai polpacci che mi immobilizzava le gambe. Cosa ho sognato? Di solito non ricordo i sogni, anche se sono più che sicuro di farne tutte le notti. A volte però, mentre fai i tuoi bisogni mattutini o ti lavi con acqua calda e sapone, le immagini non ti abbandonano: anzi, emergono più nettamente alla coscienza. Stanotte, dunque, mi aggiravo tra le rovine di un castello medievale. C’era una luce tipo "effetto notte", e un minaccioso cavaliere si aggirava nei boschi. Ben presto viene fuori che questo scenario è in realtà un film che io, Stefi e mio padre stiamo guardando su un televisore. Siamo svaccati sui nostri attuali divanoni, ma di fronte a noi c’è il mobilio e il televisore che avevamo in casa quando ero piccolo. Nel film il cavaliere si rivela essere il Teschio Rosso, acerrimo nemico di Capitan America, che a colpi di spadone sventra non si capisce bene chi. Io mi affretto a spiegare a mio padre che quello è "il Teschio Rosso, acerrimo nemico di Capitan America", come se questo fosse molto, molto importante. Poi si esce di casa, per trovarci a guidare su strade rivoltate dai cantieri. Io e mio padre su un’auto, Stefi dietro di noi su un’altra auto. Io guidando mi scontro con una serie di barriere che dovrebbero in qualche modo bloccare la strada, e le faccio volar via in modo che Stefi, dietro, possa guidare con più sicurezza. Alla fine ci troviamo in una grande rotonda, dove scendiamo dalle auto e prendiamo delle moto. Stefi prende la mia moto, mentre io prendo una minimoto di quelle dove stai accovacciato sopra. Tutto questo per raggiungere un luogo di periferia dove devo sostenere un colloquio di lavoro. Alla fine arrivo nel posto da solo e vengo ricevuto dal titolare di questa piccola software house. Inspiegabilmente sono in pigiama e anche molto raffreddato, perciò mentre gli parlo della mia tariffa e del fatto che dovrà pagarmi in nero (per fare non si sa bene cosa) gli rubo tutti i suoi fazzoletti di carta che peraltro sono giganteschi e di colore verde scuro. Lui mi porta a fare un giro dell’azienda, e in una sala mensa improvvisata vedo i suoi dipendenti che ballano con una perfetta coreografia da musical, poi mi indicano e dicono "e certo, lui lavora qua perché è amico del padrone". Poi esco, sempre accompagnato dal titolare dell’azienda, e nel cortile incontriamo una barbona che sembra infastidirlo moltissimo. Mentre loro litigano, io continuo a starnutire e ad asciugarmi il moccio con fazzoletti che sembrano sempre più delle lenzuola… e la sveglia suona. E voi? Avete dormito male, avete sognato qualcosa di bislacco? Raccontatemi, dai!

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SONO UN ORSETTO SCUCITO

Nel sogno sono in mutande. Osservo la mia pancia e comincio a togliermi la lanugine dall’ombelico. La lanugine è blu, soffice e leggera. Vola dispersa nell’aria. Ne tolgo ancora. E ancora. Sembra che per quanto ne tolga, se ne riformi altrettanta. La pancia diminuisce. Un batuffolo di lanugine più grosso degli altri mi apre l’ombelico e forma uno squarcio pulito e indolore nell’addome. Dentro sono tutto fatto di lanugine blu. Sono un orsetto scucito.

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PUCCA, GARU, KEROPPI E BADTZ MARU!

In questi giorni di febbre (oggi non ce l’ho – o almeno così pare: che bello!) la mia mente ha prodotto immagini stranissime. Abissi inconcepibili e creature lovecraftiane che si agitavano pochi metri sotto le piazze più tranquille di Torino, statue in bronzo che mi parlavano e poi, con una semplice carezza sulla nuca, tornavano di bronzo, tram viventi che si trasformavano in enormi millepiedi, Zio Paperone che mi diceva "Lei ed io non siamo poi così diversi, signor Izzo", grandi cadute nel vuoto, incontri a sorpresa con i personaggi di Un posto al sole…  Insomma, una vita onirica decisamente ad un livello superiore. Tra i vari personaggi che si sono avvicendati nel teatrino delle mie meningi, ci sono alcuni piccoli amici che meritano il posto d’onore. Si tratta degli amici Sanrio, Hello Kitty, Keroppi, Badtz Maru, Pochacco, Pekkle e compagnia danzante. Lo so che fa molto checca isterica, ma è da anni che io ho una predilezione indefinita per questi personaggini taaaanto carucci (a parte Hello Kitty che la impalerei). I miei preferiti in realtà sono Keroppi la rana e Badtz Maru il pulcino nero, di cui posseggo diversi oggetti assolutamente inutili ma molto trendy (quasi tutti oggetti di cartoleria). Ma, ora che S. Valentino si avvicina a grandi passi, c’è un altro personaggio (anzi due) che ossessiona la mia mente da dodicenne impazzito: non sono adorabili Pucca e Garu, la coppietta di nanerottoli giapu che saltellano allegri sul sito Puccaclub? Perché io, invece di essere un serio dipendente dello stato non posso essere un animatore delle deliranti storie d’amore di Pucca e Garu? Basta, per passare il tempo mi scarico gli schemi punto croce di Pucca e ricamerò con i fili colorati qualcosa in attesa che l’influenza passi del tutto…