CAMERA CAFÉ (DAVVERO)

Negli ultimi tempi è aumentato esponenzialmente il numero di lettori di questo blog appartenenti alla categoria “colleghi di lavoro“. Che dire in proposito. Ovviamente la mia identità digitale è trasparente quanto quella di carne (sono grosso ma mi si legge attraverso). Di certo non ho mai pubblicizzato le mie attività on line nei posti dove ho lavorato, eppure gli estimatori vengono fuori nei posti più impensati. Perché finora si tratta di estimatori, fortunatamente.

I miei lettori “camerali” arrivano a volte da Facebook, a volte da Linked In. Può darsi che qualcuno conosca il blog avendo cercato il mio nome su Google. Per quel che ne so può darsi anche che ci sia un passaparola (anche se in genere chiedo per cortesia di non passarla troppo). Ma c’è un aspetto che li accomuna tutti: non commentano (quasi) mai. Preferiscono avvicinarmi sulle scale o negli ascensori e dirmi con sguardo complice “Ho letto…” (sottintendendo: “…il tuo ultimo post, quello che parla di esistenzialismo e aerofagia”).

A volte si spingono fino nel mio ufficio a dirmi che “hanno letto”, o mi telefonano per dire che “lo hanno fatto leggere” anche al vicino / alla vicina di scrivania. A me fa piacere, beninteso, però mi turba anche un po’. Perché un conto è ricevere un commento da uno sconosciuto o da un contatto di un social network. Un conto è avere di fronte una persona che magari fino al giorno prima immaginavi intenta soltanto a redigere atti amministrativi e invece è tanto deviante da leggere fino in fondo quello che scrivo.

Chi si sentirà preso in causa da questo post sappia che la stima è, ovviamente, reciproca.

Questo però non mi esime dal vivere nell’inquietudine che prima o poi qualcuno di non abbastanza deviante scopra che non solo sembro un coglione, ma che lo sono veramente.
Un po’ quello che potrebbe accadere ai Bastard Sons of Dioniso a X-Factor, per dire.

SEO A CINQUE STELLE

Ogni tanto parte il momento formativo. Spesso a casaccio, ma qualche volta in modo azzeccato. Il corso di oggi mi è arrivato sulla scrivania qualche giorno fa con un post-it dirigenziale: “Interessa?”. Mi interessava. Non tanto per il titolo (che suonava un po’ come “Scalare la vetta di Google senza ramponi e piccozza”), quanto per il fatto che la SEO – tra i vari aspetti del mio lavoro quotidiano – è un argomento che di solito fa la fine di Cenerentola. Ce ne ricordiamo quando c’è un po’ di polvere da soffiare via.

E poi, il corso si teneva all’AC Hotel, uno degli alberghi più cool della nuova Torino (ci metterei dentro anche il Santo Stefano, l’Art+Tech e il Golden Palace). Da qui il titolo del post, che può mandare in confusione umani e spider e che accosta senza alcun criterio di correlazione la Search Engine Optimization con l’eccellenza alberghiera. Ma a me piace andare controcorrente.

Comunque sia, il corso era bello e ha avuto il grandissimo pregio di non fare addormentare nessuno. Lo hanno tenuto i ragazzi di SeoLab (Michael e Luca), con un paio di special guest (Paolo Geymonat di Bakeca e Daniele Alberti di Glomera). Non c’è niente come la SEO per far capire che il web ti cambia sotto gli occhi mese dopo mese. La mia conoscenza dell’argomento era limitata a qualche infarinatura risalente al 2004, ed è un campo che se non segui costantemente ti taglia fuori.

Quindi adesso ho qualche spunto di riflessione in più, e poi il catering era eccellente. A perenne dimostrazione di quanto è piccolo il mondo, tra una slide e l’altra sono spuntati alcuni nomi eccellenti tipo Vittorio Pasteris, Napolux e Luca Grivet: questi blogger presenzialisti si infilano persino nelle sessioni di formazione! :-P

A titolo di avvertimento, il corso mi ha fatto tornare la voglia di confrontarmi con il programma Adsense. Potrei provare a rimetterlo in pista.
Ma anche no.

LE LEGGI DI MURPHY DELLA P.A.

All’interno di una giornata, il maggior carico di lavoro si concentrerà dopo le 16.45; all’interno di una settimana, il venerdì pomeriggio; all’interno di un mese, dal 29 in avanti; all’interno di un anno, nei mesi di giugno (quando fuori le giornate sono più belle) e di ottobre (quando se va bene hai ancora la depressione post-vacanza).

L’efficacia (e la reale importanza operativa) di una riunione è inversamente proporzionale al numero di partecipanti. Le riunioni con più di 6 partecipanti verranno sempre fissate intorno alle 12.30 o intorno alle 16.30.

Lavorare ad un progetto importante equivale ad evocare istantaneamente altri 5(+/-2) progetti ad alta priorità. Non lavorare a nessun progetto importante equivale al vuoto cosmico.

Un progetto ben comunicato è un progetto ben valutato, anche se poco efficace. Un progetto non comunicato è un progetto disprezzato, anche se molto efficace.

Il livello di burocrazia e gerarchia coinvolta in un processo decisionale è inversamente proporzionale alla portata di un progetto. Progetti insignificanti e potenzialmente molto veloci richiederanno autorizzazioni in carta bollata. Progetti complessi e di grande rilevanza vedranno l’assenza di coinvolgimento da parte dei livelli alti della gerarchia. In tal modo, se c’è un passo falso nel processo, il capro espiatorio sarà ben identificabile nel subalterno addetto al progetto.

Tutto ciò che non è esplicitamente vietato è permesso. Tutto ciò che non è esplicitamente permesso, è vietato.