IL POST PRENATALE

Approfitto di un brandello di tempo per scrivere quello che potrebbe essere il mio ultimo post.
Come ogni anno, infatti, il terrore di non sopravvivere alle festività è più forte di ogni mia sicurezza interiore. Penso che il natale tiri fuori il peggio dalle persone, in termini di ansia, egocentrismo, cattiveria, ipocrisia, depressione. Di riflesso, riesce a tirare fuori il peggio anche da me, anche se non voglio. Trovo sempre spiacevole che il mio compleanno sia associato ad una festa che nella migliore delle ipotesi celebra la nascita di un profeta travisato e nella peggiore il disperato tentativo di rilanciare l’economia post-capitalista con un’orgia di acquisti.

Quello che mi aspetta adesso è la classica maratona gastronomica in famiglia. Ma si tratta di una famiglia dove per lo più ognuno porta avanti il suo monologo, poco permeabile a quello degli altri. Non dico che si faccia finta, per carità, ci si vuole tutti bene e grazie a dio non volano i coltelli. Però… è pur sempre un mettere insieme alla stessa tavola persone che non possono avere più di tanto in comune. E - grazie all’egocentrismo di cui sopra - non risulta facile passare insieme il periodo natalizio. D’altra parte, come recitava un caposaldo della cinematografia particolarmente apprezzato qui da noi, “ohana vuol dire famiglia e famiglia vuol dire che nessuno viene abbandonato o dimenticato”.

Peraltro, qualche regalo è già arrivato, qualche augurio via mail e da Facebook anche, e il sottoscritto sta ancora cercando di capire che tipo di natale vorrebbe. Tendenzialmente senza dolci, con un’attenzione particolare a chi ha bisogno a vario titolo (io suggerisco sempre gli evergreen Unicef, MSF e AIRC, ma quest’anno sono salite in top five anche le adozioni a distanza di bambini indiani). Poi mi piacerebbe che la gente non prendesse le macchine, ma che la sera scendesse in strada a piedi, con una candela accesa, e baciasse tutti quelli che incontra sulla bocca. Poi che altro… Che tutti quanti in strada si inscenasse un balletto stile Bollywood, che improvvisamente calasse il silenzio e scendesse il piede di dio come nella sigla del Monty Python Flying Circus e si ricominciasse il giorno dopo con qualcosa di completamente diverso.

Non importa cosa. Basta che sia diverso.

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Postato Martedì 23 Dicembre 2008 alle 15:25 
Categoria: casaizzo | 4 Commenti

HOGGING SERVER CPU

Ok, ai più il titolo di questo post sembrerà criptico. Ma vi assicuro che è un post di servizio. Utile. Veramente, andate avanti a leggere. “Hogging server CPU” significa letteralmente “monopolizzare la CPU di un server“. Che a quanto pare, è quello che il sottoscritto sta facendo ai danni del suo (peraltro fidato ed efficace) servizio di hosting.

Mi è giunta infatti la voce ieri notte, che casaizzo.com è un sito pericoloso, che trasgredisce alla policy d’uso di Webhostingbuzz accaparrandosi tutte le risorse del server che - per ovvi motivi di costi - condivido con un migliaio di altri siti. Cosa succede? Un improvviso picco di visite? Ho anche pensato “merda, non dovevo mettere link a siti di torrent, mi hanno beccato”. Poi, l’illuminazione. Chiedere al Beggi. Perché il Beggi risolve, sempre. Una volta mi ha imposto le mani sul monitor via GTalk e tutti gli elettrodomestici di casa hanno ricominciato a funzionare.

L’uomo brizzolato più desiderato del web svela quasi subito l’arcano: è colpa di un plugin di Wordpress. Ci sono plugin buoni (quelli che servono e funzionano bene) e plugin cattivi (che non servono più o meno a nulla ma ciucciano risorse). Uno di questi è Statpress, che in fondo non guardavo mai, anche perché se proprio voglio vedere chi mi fa visita, quanto si ferma e cosa legge uso Google Analytics. Ma si sa, i plugin sono come i gattoni di polvere: non te ne accorgi e si accumulano sotto il letto.

Perciò, via questi plugin cattivi! Certo, i signori sistemisti di Webhostingbuzz potrebbero evitare di inviare mail così inopportunamente minatorie. Finisce che uno ci perde il sonno, a capire cosa ha combinato per meritarsi perle di gelo anglosassone come “This is not acceptable and action must be taken immediately, otherwise we will be forced to suspend your account”. Comunque, eliminato il plugin, non si sono più fatti sentire. Dovrebbe valere il vecchio adagio “nessuna nuova, buona nuova“.

Tra le altre cose, grazie a questa storia ho compreso che Boss Hogg - il cattivo di Hazzard - in fondo non era altro che un “capo monopolizzatore“.
O forse era semplicemente il porco a capo dei porci. Who knows?

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Postato Sabato 20 Dicembre 2008 alle 00:02 
Categoria: bloggare, casaizzo | 4 Commenti

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