IL LAVORO NOBILITA?

Il lavoro non è una cosa naturale. So che è da idioti partire con un utopistico richiamo all’età dell’oro, ma quando quei simpatici uomini preistorici hanno deciso che la pastorizia e il nomadismo non erano più divertenti e si sono inventati l’agricoltura, beh… Quello è stato l’inizio della fine. Il lavoro – il tempo del lavoro, con le sue scansioni sempre uguali – è un’invenzione dell’uomo. Siamo animali autodistruttivi.

Seguitemi, allora. Se il lavoro non è naturale, ma è una situazione costruita, potremmo definirlo non tanto una realtà quanto una rappresentazione. Si alza il sipario la mattina e andiamo in scena, ognuno con il suo ruolo. Il dirigente manipolatore, il buffone che fa le battute alle riunioni, quello che ama sentire il suono della sua voce, il burocrate, l’efficiente, l’imboscato, l’inadeguato.

E bisogna fare molta attenzione, perché in questa rappresentazione sono lesti ad assegnarti un ruolo che – volente o nolente – ti resta appiccicato per la vita. Una volta inadeguato, sempre inadeguato, insomma.

Questo autunno è un momento critico in CasaIzzo. Qualcuno si stanca del ruolo che gli hanno assegnato, qualcuno lotta contro l’assegnazione forzata di ruoli tout court. Le rappresentazioni sono sempre uguali, si finisce per somigliare agli attori delle compagnie di giro della commedia dell’arte. La cosa può essere positiva o negativa, a seconda dei punti di vista. Tenendo comunque presente che se non reciti, non mangi.

Ma se devo recitare, amici, il mio modello non è Jack Nicholson. Io sono più il tipo Anthony Hopkins. Sottile. Quando voglio. O quando posso. Oggi non potevo e non volevo, perciò sono stato costretto mio malgrado ad adottare il metodo. Ne è venuto fuori un atto unico potenzialmente molto pericoloso per la mia carriera di attor giovane, ma quanta soddisfazione in quella scena madre.

Alla faccia dei ruoli e dei comportamenti codificati.
E comunque pastorizia e nomadismo sono molto divertenti. Basta che non piova.

Comments Closed

4 risposte a “IL LAVORO NOBILITA?”

  1. mi sento un po’ strano, a metà tra il sollevato e l’inquieto. Temo che le mie esternazioni possano avere delle conseguenze spiacevoli, ma al tempo stesso non potevo più tenerle dentro, quindi… :)

  2. Stavo giusto pensando in questi giorni di vacanza che in fondo non ho ammazzato nessuno, e un giorno parlerò apertamente, avendo oltretutto poco da perdere come ruolo…

  3. Effettivamente vedendo come si comportano certe persone viene davvero da chiedersi se il lavoro nobiliti l’uomo o, al contrario, lo renda peggiore di quello che è.

I commenti sono chiusi.