REWIND: CONFUSIONE MENTALE E STORDIMENTO

Le festività in genere procurano questi sintomi. Almeno, a me. Se mi guardo indietro, nell’ultima settimana di no-blogging, vedo solo una teoria infinita di pranzi e cene, arrosti, brasati, agnolotti, tagliatelle, risotti, antipasti, salumi, formaggi e torte più o meno elaborate (nessun panettone e solo un pandoro, però: record). Un altro rewind potrebbe essere sui volti: genitori, zii, amici di famiglia, telefonate che si fanno solo a natale, vicini di casa, amici veri - quelli che vedi spesso e quelli che vedi meno spesso: in genere sono tutti legati ad occasioni gastronomiche. Poi c’è un altro rewind: quello delle strade. Centocinquanta (150) euro di benzina in una settimana, 800 km macinati, guida di giorno, guida di notte, Ivrea, Asti, Novara, Torino, autostrade e statali. Anche questo tema è legato alle persone e ai cibi. Infine, il rewind sui pochi momenti di pausa di questi giorni infidi: un po’ di buone letture (Gaiman, Jodorowsky, il sempreverde Giulio Cesare Giacobbe), qualche visione trash per placare la stanchezza (confesso di aver sviluppato un insano e delirante interesse per i due High School Musical durante le feste), qualche giocatina sul Nintendo DS rubato a caro prezzo a una moglie che passa ogni momento libero a giocare ai Sims (io odio i Sims, preferisco Electroplankton o un più sano e classico Tomb Raider Legend, anche se il mio lato gay impone ogni tanto una carezzina ai miei Disney Friends). Ma i momenti di pausa sono stati veramente pochi. Non so se dire "per fortuna domani si ricomincia a lavorare". Non arriverei a tanto. Per adesso aspetto di vedere come andrà l’ultimo giorno dell’anno. Nessun programma in particolare: i nostri ospiti tradizionali sono un po’ malaticci e non è un buon momento per noi per prendere l’influenza. Vorrà dire che ci affideremo all’estro del momento e vedremo cosa ne nascerà. Buon ultimo lunedì del 2007, intanto.

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TRENTASETTE: IL MONACO. MA NON ASESSUATO.

Ieri sera ho visto un monaco simpatico da Fazio, che faceva discorsi che oggi difficilmente si sentono in televisione. O meglio, difficilmente si riescono ad ascoltare, dato che anche se c’è qualcuno che li fa, in genere viene sovrastato dall’interlocutore che gli parla sopra. Almeno in questo Fazio è un grande: è talmente nullo che riesce a mettere in risalto un discorso nel giusto contesto di silenzio. Ma non è di questo che volevo parlare. E’ che oggi compio trentasette anni, e nella smorfia 37 è "il monaco". Che in un certo senso è un po’ come mi sento io. Il monaco - diceva quel monaco in televisione - non serve a nulla. E’ un laico che fa una scelta di vita diversa, certo spirituale ma anche fatta di lavoro e guadagno per la comunità. Curioso. Se mi dicessero che poi posso smettere, il monaco è qualcosa che farei. Salvo il voto di celibato, ovviamente. Se c’è una cosa che non ho mai sopportato è mortificare la mia prorompente sessualità. Comunque, se vi interessa, il 37 è anche il numero atomico del rubidio (Rb); è considerata la temperatura corporea normale, in gradi centigradi, per gli esseri umani; è il numero di scanalature della roulette. Inoltre, e qui prestate molta attenzione, è l’unico numero di due cifre che - moltiplicato per la somma delle sue cifre - dà un prodotto uguale alla somma dei cubi di tali cifre! E questo vorrà pure dir qualcosa, no? Peraltro, l’unica altra associazione di idee sul 37 è il titolo del film più sottovalutato degli anni ‘80, 37°2 le matin. Meravigliosa storia di amour fou e morte. Eros e Thanatos sono per l’appunto protagonisti nella mia lettura del giorno, che sto portando avanti con interesse per non morire di noia in questa inutile giornata di lavoro: Lutto e creatività, l’inquietante tesi di specialità della mitica Fabienne sulla morte, la sua rappresentazione e i suoi simbolismi. Che s’ha dda fa’ per svolta’ a jurnata, eh?

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