VIDEOMAKERS, SI RICOMINCIA!
Un po’ di ansia ci sta. Perché domani cominciamo. Per la Bamboo Productions è tempo di iniziare le riprese del nuovo corto. Chi ha letto il blog di produzione, saprà che ne sono successe di tutte. Torno ora dall’aperitivo che ha funzionato da warm-up party di inizio riprese… Si è creato un bel gruppo di attori e tecnici, e di questo sono soprattutto orgoglioso. Domani c’è il vero giro di boa, dopo nove mesi di pre-produzione si comincia la vera e propria produzione. Dove spesso quel che può andare storto lo fa. Ma penso che finora abbiamo raggiunto un ottimo risultato, per essere un collettivo di guerriglia cinematografica che rincorre a tempo perso i propri sogni con la videocamera. Continuate a leggerci sull’altro blog se siete interessati alla produzione del film!
LA FAMIGLIA DISFUZIONALE (NON LA MIA, PERO’)
In questi giorni per fortuna leggo molto e parlo poco. Ma vorrei sottolineare in qualche modo quel che sto leggendo. In particolare, potrei dire che c’è un genere ormai diffuso nei gusti dei lettori come il giallo, il fantasy, l’horror, etc. Lo definirei il genere "famiglia disfunzionale". Ne fanno parte i libri che narrano appunto di famiglie disfunzionali (lo sono molti libri di Hornby, ad esempio). Libri che narrano di rapporti in genere assolutamente devianti tra membri di un circolo ristretto di affetti. Quasi sempre questi libri sono scritti in chiave grottesca o delirante, perché come ci insegna Baudrillard "visto che il mondo sta prendendo una direzione delirante è il caso di assumere un punto di vista delirante". Recentemente ho finito Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon, un romanzo che mi ha colpito molto. Il protagonista è un ragazzo autistico, e la narrazione in prima persona prova a far entrare il lettore in una dimensione, per l’appunto, autistica. Assolutamente affascinante. Le digressioni matematiche (che io non arriverei mai a capire) fanno il paio con un punto di vista spiazzante e mai banale (della serie "dov’è la normalità?" – detto così sembra una cazzata ma insomma a me è piaciuto un sacco). Il libro ha un’esile trama "gialla" che ben presto lascia il passo al tema della famiglia disfunzionale. Ora invece sto leggendo Gli Schwartz di Matthew Sharpe. Qui abbiamo un diciassettenne sessuomane, una sorella in crisi mistica, un padre impasticcato e spesso in coma, una madre volatile e seduttrice. Anche in questo caso è lo stile che mi colpisce, lucido e sempre leggermente sfasato e fuoriposto. Una sorta di I Tennenbaum su pagina scritta. Apprendo che il libro di Sharpe, rifiutato da quasi tutte le case editrici per anni, adesso è in testa alle classifiche di vendita USA. Buon per lui. Io lo devo ancora terminare, ma confesso che è uno di quei romanzi che ti fanno dimenticare la realtà, presentando una serie di personaggi talmente disturbati che è impossibile non identificarsi.
HAIKU #006
Sotto i germogli
mi tagli la strada con l’Audi,
e io inchiodo: stronzo!
GOOGLARE GLI AMICI, CHE SODDISFAZIONE
Ogni tanto mi prende lo sclero di cercare sul web persone del mio passato di cui francamente ricordo poco o nulla. A volte mi prende un flash, un volto, una frase… si tratta di solito di compagni di scuola, ovviamente, o di quelli che mia madre definiva "gli amici del cortile" (che poi non avevamo il cortile, in realtà giocavamo in strada, cosa che adesso a quanto pare non esiste proprio, ma non voglio divagare). In linea di massima le persone che hanno popolato la mia vita dal liceo in avanti le sento o le vedo magari sporadicamente quasi tutte. La stessa cosa non posso dirla per le persone che ho frequentato dal 1975 al 1985. Cioè, c’è un buco pazzesco: il vuoto! La cosa mi inquieta. Non mi sembra normale. Ricordo di aver fatto, all’incirca dieci anni fa, una cosiddetta "rimpatriata" con dei compagni delle elementari. Ecco: non è questo quello che cerco. Probabilmente quelle persone devono rimanere lontane, nella memoria, per evitare a me stesso di confrontarmi con la vecchiaia incipiente e deprimermi. Però ci sono alcuni nomi, alcuni volti, che vorrei ritrovare. Allora li cerco su Internet. Così scopro che Andrea Roncaglione è diventato autore di teatro (sempre che sia lui: se mi leggi, contattami). Che Michela Albarello traduce testi zapatisti. Che Sabrina Lamparelli lavora all’Università (a un tiro di schioppo, in pratica). Tanto per limitarsi a conoscenze del biennio 1984/85. Però è difficile…. e nello stesso tempo molto divertente e curioso. Va beh, ho cazzeggiato abbastanza. Ciao.
CAZZEGGIARE CON SOUTH PARK STUDIO
Il giochino delirante della settimana (da WildWriter via Kiara): un simpaticissimo South Park Studio realizzato da un temibile flasher crucco che (giustamente) ci tiene ai suoi credits. E’ un gioco talmente stupido ma talmente fatto bene che – ovviamente – io e Stefi ci abbiamo passato più ore nel nostro weekend che da programma doveva essere il più ozioso possibile (nei limiti). Perciò, come regalino per i lettori più affezionati di questo blog, abbiamo preparato qualche sorpresa… Prima di tutto c’è Stefi e ci sono io, nella mia tenuta più tipica. Poi c’è fratel Marco della Bamboo in tutto il suo splendore. A seguire, un omaggio particolare alle coppie di amici che mi hanno invitato ai loro matrimoni: super Lollo e la sua Grazia, i fumettistici Francesco e Sissi e i multietnici Freddy e Aline (notare le sottili differenze negli abiti nuziali, opera di Stefi, ovviamente). Non possiamo dimenticare gli irreprensibili Raffa e Piero e l’inquietante Rebus! Un pensiero va ovviamente anche al più immenso degli editor, Sergio, che tra un libro e l’altro si sposa anche lui… Poi c’è Stefanino (con tanto di spada laser) e l’ineffabile Mr. Focaccina (come poteva mancare?). Dalle terre del vino, un’altra assidua coppia di lettori, Lorenza e Lele (l’injegnere!). Non abbiamo dimenticato neppure il re dello scazzo capitolino, DB - e la regina della T.A.C. Loredana. Sempre in ambito ospedaliero, c’è un nuovo acquisto, Francy (caught in the act)! E, ultime ma non da meno, le due omonime che commentano poco ma leggono spesso, Marzia da Torino e Marzia da Milano (o da Piacenza, vedi un po’ tu). Buona settimana a tutti! ;-P
MORTO UN PAPA…
Morto il papa… Spiace! Anche se non sono mai stato un suo grande fan, mi accorgo ora che la sua immagine invade a forza tutti gli schermi del mondo che era comunque un tassello della (mia) realtà che sembrava non dovesse staccarsi mai…! E invece è toccato anche a lui, come a tutti. Il papa di prima non me lo ricordo nemmeno, quello che verrà non oso immaginarlo (spero non sia Ratzinger)… Sicuramente non potrà essere pacioso e imprevedibile come lui. Era comunque un’icona. Mi sa che da oggi lo sarà anche di più.
